NO AGE, “Everything In Between” (SubPop, 2010)

Il duo di Los Angeles, dopo due dischi infallibili che avevano ingenerosamente fatto appiccicare accanto al nome di No Age l’etichetta dello shitgaze, si scrolla definitivamente di dosso la fama di shoegazer che suona di merda. Non che prima fosse una loro prerogativa. Ma di questi tempi quando sei un duo californiano che registra a bassissima fedeltà e usa due-effetti-due di chitarra senza preoccuparsi della precisione, non puoi aspettarti altro.
Una convinzione ingrata. Perché già nei precedenti “Weirdo Rippers” e “Nouns” la band che per nome ha un tributo e un manifesto d’intenti (preso da una compilation della SST Records) palesava quel dna fatto di hardcore-punk e noise anni ’80 tutt’altro che banale e per palati semplici. Senza trascurare affascinanti incursioni nella no-wave, un esempio a caso la splendida nenia “Things I Did When I Was Dead”. Tanto da guadagnarsi l’onore e l’onere di seguire in tour i Liars.

Ebbene al fatidico appuntamento con il terzo LP, trascurando un attimo la sterminata produzione di 7” e 12”, Randy Randall e Dean Allen Spunt mettono in luce una volta di più la loro maturità compositiva. Dalla poderosa “Life Prowler”, una sorta di destrutturazione dreamy dei Dinosaur Jr, si propaga un’omogenea onda di frequenze sempre un filo sotto la soglia del noise, ma dalle ritmiche alternate. In “Fever Dreaming”, “Shred and Transcend” e “Depletion” scorre ancora nelle vene l’hardcore punk e si vola a velocità supersonica sull’immaginaria scia dei pionieri del genere (Black Flag, Husker Du). Ma ciò che sorprende, al di là di questi brani con cui sfidano i canadesi Japandroids per lo scettro di power-duo del momento, è l’intensità dei momenti meno schizzati. Che i due non fossero due sprovveduti slacker era già ampiamente dimostrato dalla creatività delle loro intuizioni visuali in video e artwork. Ma mai come in questo album questi risvolti ambient avevano preso piede. “Katerpillar”, “Sorts”, “Dusted” e una “Positive Amputation” da drogati di Throbbing Gristle danno le giuste pause agli sfoghi epilettici un tempo loro marchio di fabbrica. Non ci sarà un brano da nuovi Superchunk a livello di “Teen Creeps” come nel loro capolavoro “Nouns” (e “Skinned” pure ci prova con dei controtempi esaltanti).

Ma in “Glitter” hanno trovato la loro “Ceremony”. Ballad atmosferica tra feedback, riverberi celesti e la voce senza speranze del batterista-vocalist Spunt. In “Common Heat”si percepiscono addirittura dei sentori acustici, in una sbilenca ballad psych-pop che sembra scritta da Billy Corgan. Non si vive di soli fuzz e overdrive. Sempre meno shitgaze. Sempre più shoegaze. Nelle trame chitarristiche di sfondo del buon Randall. Il resto lo fa il malessere esistenziale d’altri tempi nei testi e nei toni di Spunt. “Valley Hump Crash” parte con un riffettino stupido per inabissarsi a sorpresa in un viaggio a ritroso nell’underground indipendente della East Coast. Quando Sonic Youth e Dinosaur Jr. trovavano nelle loro daydream nation e nelle loro scene freak un riparo dall’edonismo degli States reganiani. Un revival commovente. La stessa “Chem Trails”, piccola gemma in chiusura pare veramente scritta venticinque anni fa. Quando i due-No Age non avevano nemmeno dieci anni.
Essere indie nel 2010 si può. E per indie si intenda l’accezione di un paio di decenni fa. Per evitare di confonderlo con molta della plastificata merda contemporanea. E per merda si pensi alla merda vera e propria non la presunta del presunto shit-gaze.

(Piero Merola)

Collegamenti su Kalporz:

Sonic Youth – The Eternal
Sonic Youth– Concerto a Ferrara e Roma
Sonic Youth– The Destroyed Room: B-Sides And Rarities
Sonic Youth– Rather Ripped
Sonic Youth– Sonic Nurse
Sonic Youth– Concerto a Roma (2/7/2002)
Sonic Youth– Murray Street
Sonic Youth– NYC Ghosts & Flowers
Sonic Youth– A Thousand Leaves
Sonic Youth– Washing Machine
Sonic Youth– Invito al cielo
Sonic Youth– Sonic Life
Sonic Youth– Experimental Jet Set, Trash & No Star
Sonic Youth– Dirty
Sonic Youth– Goo
Sonic Youth– Daydream Nation
Sonic Youth– Sister
Sonic Youth– EVOL
Sonic Youth– Bad Moon Rising
Sonic Youth– Confusion Is Sex + Kill Yr. Idols
Sonic Youth– Sonic Youth (EP)
Dinosaur Jr– Farm
Dinosaur Jr– Beyond
Dinosaur Jr– Teatro della Concordia (Venaria – TO)

(25 ottobre 2010)

1 Comment

  1. Claudio Fontani

    28/10/2010 at 12:59

    Pur essendo un gradino sotto “Nouns”, i No Age si confermano una splendida realtà e questo disco lo dimostra in pieno. Essere indie nel 2010 ed elevarsi al di sopra della merda contemporanea è possibile eccome. “Life Prowler”, “Glitter” e “Positive Amputation” le mie preferite.

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