Il nuovo disco de Le Luci della Centrale Elettrica esce il 9 novembre 2010, e si intitolerà “Per ora noi la chiameremo felicità”. Svelati anche i titoli dei brani.
[ di Paolo Bardelli ] I The Thermals riescono naturalmente a far alzare i gradi del termometro con il loro garage-rock. La band di Portland ha fatto uscire in questi giorni “Personal Life” (Kill Rock Stars, 2010).
I Blonde Redhead sognanti come non mai, tra basi elettroniche e classiche ripartenze elettriche. Il nuovo “Penny Sparkle” fa la sua figura in un’atmosfera ovattata e raccolta, e svela intensità inaspettate.
[ di Valeria Fioranti ] Nina Zilli è sempre in tour: sabato 18 settembre sarà alla Festa dell’Uva a Cerreto d’esi (AN), domenica 19 al MOA di Cernobbio (CO) e sabato 25 all’Arenile Reload, a Napoli.
A quasi dieci anni di distanza dalla fondazione del progetto Elva Snow, Spencer e Scott si sono ritrovati e hanno pubblicato il primo vero album a firma Elva Snow a marzo, mentre a Novembre saranno a Milano per una data.
Gli statunitensi Apache Beat giocano (finalmente) la carta del primo album dopo un singolo (“Tropics”) uscito tre anni or sono. A novembre saranno in concerto per un’unica data al Covo di Bologna.
Se potessi ripercorrere in un attimo, nuotando controcorrente, le rapide di questo fiume oramai giunto al suo estuario, nella estrema fissità di questo mio prossimo viaggio nella noia orizzontale, sceglierei gli anni in cui la volta celeste non era altro che un enorme lenzuolo fatto a cielo e la luna una palla polverosa gettata nel vuoto e catturata con le unghie dall’egoismo del pianeta Terra. E noi, bimbi, cadevamo con essa per sempre, aggrappati in un infinto sprofondo gli uni agli altri, grazie a un gomitolo di lana nera. I grandi dimenticarono in fretta di avere un mondo con certe stelle enormi, sopra il capo, da osservare, mentre noi sacrificavamo la nostra noia migliore per costruire ponti sospesi nello spazio che ci allacciassero a un’agognata luna. La dipingemmo butterata e funesta, con maremoti sulla superficie di un ponto che non era mai tranquillo, ma tutta una schiuma fremente di gorghi e mostri marini. Nuovi esseri di ordinaria malinconia calpestavano un tappeto soffice come zucchero filato sparso su una teglia, in cui si radicavano piante cresciute dolci come torroni. Altre volte immaginammo un balzo da gigante come in mongolfiera, le tante mongolfiere tipiche di una domenica d’estate, un balzo che ci consentisse di fuggire all’avarizia terrestre e alle sue costrizioni. In anni in cui razzi enormi arrugginivano in volo, pensammo a uno sgangherato proiettile cavo sparato negli occhi della luna come nei film dei Meliès, in cui potessimo accovacciarci per il viaggio, assieme ai nostri migliori amici. Ma poi venne il tempo di un leggero disincanto, e, anche sognando a occhi aperti, non potevamo far altro che immaginarci tute e scafandri e missili scagliati a violentare qualche nuovo cielo. E poi, al ritorno, schivare incredibili uragani e tempeste, per posarci placidamente in un mare che ci accogliesse come un telo.
Eravamo certo molto giovani e molto felici e pensavamo, con rabbia, di non dover invecchiare mai.
(Matteo Marconi)Le puntate precedentiBack To The Future Vol. 9 - Stuart Adamson morì nel 2001 e nessuno ne parla piùBack To The Future Vol. 8 - I Vines e il Verona dell'84-'85Back To The Future Vol. 7 – “I figli degli operai, i figli dei bottegai!”
Back To The Future Vol. 6 - Ekatarina Velika (EKV)
Back To The Future Vol. 5 - Gli Air sul pianeta VegaBack To The Future Vol. 4 – “Stay” e gli angeli degli U2
Back To The Future Vol.3 - La lettera dei R.E.M. e di Thom YorkeBack To The Future Vol. 2 – Massimo rispetto per i metallari (1987-89)Back To The Future vol. 1 – L’estate di Napster
14 settembre 2010
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