[ di Piero Merola ] L’architrave è black metal, ma niente paura: i due fondatori dei Deafheaven sono fan dello shoegaze e del post-rock. E si sente tutto.
[ di Monica Mazzoli ] Kurt Vile, ormai sicuro dei propri mezzi, lascia libero il proprio io compositivo, lo fa vagare come se fosse un nomade senza meta alcuna.
[ di Paolo Bardelli ] Un album figlio della necessità di punti fermi, che ci dà la possibilità ancora una volta di immergerci in una storia ultracinquantennale.
[ di Giuseppe Franza ] “The Next Day” è un disco profondo. Pensato. Alto. Criticamente spirituale. Mondano. Disperato. Arreso. Elegantemente riflessivo. Passato prossimo. Inattuale.
[ di Matteo Maioli ] Il secondo album del newyorkese Arthur Ashin è un piccolo grande capolavoro in un mondo sempre più plastificato per la musica ad alto consumo.
[ di Nicola Guerra ] La trasfigurazione del dolore di quest’uomo segnato dalla vita diventa prima scultura e poi anche un disco. “Just Before Music” è una scultura liquefatta. Primitiva e grezza, fatta con materiale arrangiato eppure vivissima. Parole come terra.
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