• ERYKAH BADU, Worldwide Underground (Motown, 2003)

    Questo album di Erykah Badu, preannunciato come un Ep ma, alla resa dei conti, troppo lungo per essere considerato tale, conferma questa eccezionale artista come la realtà più bella della black music contemporanea. Il suo stile è difficilmente inquadrabile in una categoria particolare; si possono fare tutti i paragoni che si vogliono (hanno scomodato pure…

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  • THE PRETTY THINGS, S.F. Sorrow (Repertoire, 1968)

    “S.F. Sorrow is Born”: inizia con un’affermazione inequivocabile l’album che segnerà l’ingresso dei Pretty Things di Phil May e compagnia. La strumentazione usata, la circolarità acida dei suoni, i riflessi policromi della loro musica sono segnali altrettanto inequivocabili del salotto culturale che la band era solita frequentare: “Bracelets of Fingers” si apre con i “Love,…

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  • JULIE’S HAIRCUT, Adult Situations (Superlove / Homesleep / Sony, 2003)

    Un ragazzo e una ragazza. L’uno di fianco all’altro. Hanno lo sguardo perso oltre l’obiettivo. Pensano a quello che hanno lasciato indietro? A quello che li aspetta d’ora in poi? Non è dato sapere (la vérité réside dans le songes, scrive la band nel libretto del cd), ma un titolo come “Adult situations” e il…

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  • THE TWILIGHT SINGERS, Blackberry Belle (One Little Indian, 2003)

    Per gli amanti degli Afghan Whighs di Gred Dulli è tempo di rallegrarsi. I dubbi lasciati dal disco di esordio dei Twilight Singers vengono spazzati via da “Blackberry Belle”. Vi si trovano tutti gli ingredienti che hanno fatto di Greg Dulli una delle migliori voci del rock indipendente americano. L’amore viscerale per il soul e…

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  • VAN DYKE PARKS, Song Cycle (Sundazed, 1968)

    Van Dyke Parks è una figura fondamentale della scena pop statunitense degli anni ’60: celebre soprattutto per aver collaborato con Brian Wilson e i Beach Boys a “Smile” l’album mai nato, perduto, la perla nascosta di quel decennio – si parla da tempo di una sua stampa, chissà se arriverà mai -, il musicista di…

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  • ISOBEL CAMPBELL, Amorino (Snowstorm, 2003)

    Un momento di svolta per Isobel Campbell, che si è lasciata alle spalle tanto i vecchi compagni di Belle & Sebastian quanto il nome Gentle Waves con cui aveva battezzato i precedenti lavori solisti. Una svolta segnata anche dalla musica di questo strano disco intitolato “Amorino”, sempre lieve e delicata, eppure più vicina a Jobim…

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  • HOGWASH, AtomBombProofHeart (Urtovox, 2003)

    La vicenda dell’Albino Leffe, la seconda squadra di Bergamo arrivata fino alla serie B, è stata una delle poche sorprese incoraggianti del nostro calcio. Da Leffe, uno dei due paesi che vanta la paternità della squadra orobica, arrivano proprio gli Hogwash. E sarà l’aria quieta e rilassante della provincia o qualche altro segreto, fatto sta…

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  • THE STROKES, Room On Fire (RCA, 2003)

    Ecco il tanto sospirato secondo album degli Strokes. Chi li ha amati per il folgorante esordio “Is This It”, dopo aver ascoltato queste tracce vedrà rafforzate le proprie convinzioni. Gli Strokes suonano diretti ed essenziali come sempre, concisi, trentatre minuti per undici canzoni, come deve essere il rock’n’roll. Il loro fascino è sempre intatto, la…

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  • LECREVISSE, (due.) (Jestrai / Venus, 2003)

    Un suono di fuochi artificiali lontani, o forse solo il rumore, leggero come un sospiro, di una puntina del giradischi che si appoggia sul vinile, apre un disco bellissimo, per il quale è davvero difficile trovare definizioni: vogliamo rifugiarci dentro il termine psichedelia, per parlare di questo secondo disco dei Lecrevisse? Potremmo, certo, ma non…

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  • BELLE AND SEBASTIAN, “Dear Catastrophe Waitress” (Rough Trade, 2003)

    BELLE AND SEBASTIAN, “Dear Catastrophe Waitress” (Rough Trade, 2003)

    Belle & Sebastian riscoprono il pop con Dear Catastrophe Waitress: melodie luminose, arrangiamenti orchestrali e canzoni di rara eleganza.

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