ERYKAH BADU, Worldwide Underground (Motown, 2003)

Questo album di Erykah Badu, preannunciato come un Ep ma, alla resa dei conti, troppo lungo per essere considerato tale, conferma questa eccezionale artista come la realtà più bella della black music contemporanea. Il suo stile è difficilmente inquadrabile in una categoria particolare; si possono fare tutti i paragoni che si vogliono (hanno scomodato pure Billie Holiday, probabilmente a sproposito), ma l’essenza della musica di Erykah sfugge ad ogni facile etichettatura, come del resto apparve chiaro fin dall’uscita di “Baduizm”.

“Worldwide Underground” è’ un disco che propone delizie di ogni tipo. La prima è l’intro di “World Keeps Turning” che conduce l’ascoltatore nel clima sensualissimo del secondo brano, un’autentica meraviglia intitolata “Bump it”, che si apre con una vellutata melodia su uno sfondo armonico di eleganza rarissima, per poi proseguire tra vocalizzi straordinari per una durata totale di circa nove minuti di puro godimento della mente e dei sensi.

Se questa ora descritta è una delle punte dell’album, altrettanto si deve dire della tanto efficace quanto – almeno in apparenza – improvvisata (questo album sa spesso di improvvisazione, ma di quel tipo che solo i fuoriclasse sanno gestire) quarta traccia, “I Want “you”, che si apre con una musica minimale (quasi alla Laurie Anderson prima maniera) sia nell’accompagnamento strumentale sia nella parte vocale, che si arricchisce via via di prodezze regalate da una voce da brivido. Il brano sembra “collassare” dopo 8 minuti per poi trasformarsi inopinatamente in uno stranissimo quanto affascinante dialogo tra tastiera elettronica e chitarra elettrica, sfumando definitivamente proprio quando la voce di Erykah è sul punto di cominciare da capo con una nuova ammaliante melodia appena accennata per una manciata di secondi.

Divertente quanto geniale è “Danger”, con la sua particolare atmosfera “noir”; più “convenzionali” (aggettivo da intendere in modo molto relativo in questo contesto) ma tutti di altissimo profilo gli altri brani di questo album assolutamente adorabile. Un disco caldo e distaccato, ferocemente sensuale e finemente intellettuale allo stesso tempo, un vero gioiello.

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