[ di Giuseppe Franza ] Ce n’è per tutti i gusti: cumbia, afro-beat, soca, calypso, caraibica, jazz, profondi tromboni, dolci steel pan, maracas impazzite, congas e chitarre elettriche super-funky.
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[ di Matteo Ghilardi ] Gli Smart Cops assestano il loro colpo affidandosi al sarcasmo e a una miscela esplosiva di punk’n’roll settantasettino che si destreggia tra Ramones e Dead Boys, flirtando in più di un’occasione con il beat italiano.
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[ di David Capone ] Uno spazio sonoro costantemente sospeso tra realtà pop e un’elettronica onirica che strizza l’occhio alle sperimentazioni più ipnotiche dei Chemical Brothers. Nulla di nuovo, ma una buona immaginazione.
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[ di Lorenzo Centini ] “Party Store” è un album divertentissimo in cui cuociono ad alta temperatura chitarre con le corde arrugginite e ritmi sintetici, melodie lascive e nenie robotiche.
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[ di Eleonora Ferri ] Una carriera di tutto rispetto e un nuovo, fresco e variopinto album dove arrangiamenti e testi diventano la cinepresa privilegiata per raccontare piccoli frammenti di vita quotidiana.
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[ di Stefania Italiano ] Una passeggiata verso l’ufficio con i Gang Of Four che suonano nell’ipod. Brevissima lezione sulle belle speranze del mattino!
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[ di Francesco Melis ] Il trio inglese appare in questa sua seconda prova nettamente fuori fase come se fosse “uscito fuori tema”.
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[ di Matteo Ghilardi ] Colin Newman, Graham Lewis e Robert Gotobed danno l’impressione di non essere qui per il solito revival nostalgico, ma soprattutto per svelarci il loro nuovo e ottimo disco “Red Barked Tree”.
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[ di Lorenzo Centini ] Greg Dulli, grande autore e buon truffaldino, in grado di piazzarti con la stessa disinvoltura diamanti e vetri di bottiglia senza che se ne riesca a capire la differenza. Finisci per convincerti che sia veramente sincero.

