RAY CHARLES & MILT JACKSON, Soul Brothers Soul Meeting (Atlantic, 1989)

Ecco quello che si chiama un evento, nel senso pieno del termine: Ray Charles, The Genius in coppia con uno dei più grandi vibrafonisti moderni, Milt Jackson. Non poteva che risultarne un grande capolavoro, come succede solo con gli incontri tra grandi personalità. Completano il gruppo musicisti del calibro di Oscar Pettiford (che ha suonato nell’orchestra di Dizzy Gillespie), Connie Kay del Modern Jazz Quartet e Billy Mitchell, esponente di punta del “Detroit Sound”.
Il doppio cd è stato registrato a New York tra il 1957 e il 1958, e rende perfettamente l’atmosfera del felice incontro che lo ha prodotto: un evento raro, che ha portato musicisti grandissimi a condividere lo stesso spirito, lo stesso soul. E forse anche una sorta di rivincita, un ritorno di Ray Charles al jazz dopo i successi più commerciali; ne è uno splendido esempio la rilettura di “Hallelujah I Love Her So”, storico successo di Ray Charles: il rhythm & blues originale è riarrangiato in chiave jazz, e il vibrafono di Jackson interpreta alla perfezione la parte vocale.

In apertura del secondo cd, “Soul Brothers” – il brano che dà il nome all’intero album – rende alla perfezione lo spirito che ha ispirato questa registrazione: un vero gioco di ruoli, con Milt Jackson al pianoforte e Ray Charles al sax alto, per un incontro davvero unico.

Le sonorità del blues trovano ampio spazio, soprattutto nei brani in cui l’organico è ridotto al classico “trio”: Ray Charles al piano, Oscar Pettiford al basso e Connie Kay alla batteria…un esempio su tutti “The Genius After Hours”…il basso e la batteria accompagnano con classe il pianoforte in un blues straordinario, cinque minuti di ritmo, spirito blue e soul.

Infine, veri e propri brani da protagonista per il vibrafono di Milt Jackson: “Deed I Do”, in cui un vero e proprio dialogo col pianoforte è sottolineato con maestria dalla batteria di Kay, e il blues “Blue Funk”, anch’esso improntato al confronto tra piano e vibrafono, e all’incontro tra Ray Charles e Milt Jackson.

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