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Cat Power at First Avenue, Minneapolis (February 26, 2026)
Negli ultimi anni si è registrato un aumento dei tour che celebrano gli anniversari di album fondamentali. Un trend interessante, che al First Avenue ha trovato una delle sue espressioni più riuscite con la serata dedicata a Cat Power, in occasione del ventennale di The Greatest, disco che non ha mai tradito la promessa contenuta nel suo titolo.
Cat Power, nome d’arte di Charlyn “Chan” Marshall, vanta una carriera ampia e sfaccettata, che l’ha portata a esplorare quasi ogni territorio dell’indie rock, con incursioni nel blues, nel punk, nel soul e persino nell’elettronica. Una continua evoluzione, pur mantenendo una cifra stilistica immediatamente riconoscibile. The Greatest, pubblicato nel 2006 e tra i suoi lavori più acclamati, rappresenta uno dei vertici di questo percorso artistico.
Considerando che nell’album originale aveva suonato una prestigiosa band di sessione di Memphis, era naturale chiedersi come quel sound sarebbe stato rinnovato e portato sul palco. L’avvio non è stato dei più scorrevoli: la band ha tardato oltre mezz’ora rispetto all’orario annunciato, e il pubblico — complice il fatto che non fosse un weekend — ha iniziato a mostrare segni di impazienza. Ma all’ingresso dei musicisti, un sestetto composto da voce, due chitarre, contrabbasso e basso elettrico, tastiere e batteria, l’attenzione si è subito ricompattata.
(Nota: Cat Power richiede che i recensori non scattino foto, richiesta che abbiamo rispettato volentieri; l’immagine qui sotto è una foto del pubblico.)

Il concerto si è aperto con la title track, diffondendo immediatamente una calma intensa e controllata. Poche le parole di Cat Power nel corso della serata, tra cui un cenno di solidarietà alla costante resistenza pacifica del Minnesota nei confronti delle pressioni federali.
Lived in Bars ha offerto un elegante intro di tastiere e ha messo al centro la voce dell’artista, morbida e avvolgente anche quando il brano ha accelerato nella seconda parte. L’impianto luci, minimalista e impostato su una sorta di “bar in penombra”, non brillava per originalità, ma contribuiva a mantenere l’attenzione sulla musica. Un breve e surreale scambio sull’attesa di un iced coffee — con almeno quattro bevande diverse accanto allo sgabello della cantante — ha introdotto Empty Shell, uno dei momenti più country del set, che ha evidenziato la varietà stilistica dell’album.
Con Willie è arrivato un intro che sembrava dichiarare fin dalle prime note: “questa è una canzone di Cat Power”, grazie a quel particolare incastro tra voce e accompagnamento che da anni caratterizza il suo stile. Where Is My Love ha raccolto l’ovazione più forte della serata, segnando uno dei picchi emotivi del concerto. E quando si parla dell’affiatamento della band, definirlo “notevole” sarebbe riduttivo: la precisione e la compattezza del gruppo sono state determinanti per la riuscita dello spettacolo, merito anche della cura con cui Cat Power ha selezionato i suoi musicisti.
After It All ha portato una virata verso un rock-blues sostenuto dal riff di basso, mentre Love and Communication — che chiude l’album — ha offerto un’introduzione più ruvida, perfetta cornice per le tonalità basse e quasi gutturali della voce.
Dopo aver lasciato momentaneamente il palco per un intermezzo strumentale forse più lungo del necessario, Cat Power è tornata per una seconda parte di set che si è aperta con I Don’t Blame You, riprendendo il flusso della musica già in corso. È seguita una cover di Prince, presentata per la prima volta dal vivo, e poi Nothing Compares 2 U, interpretata con rispetto per l’originale ma senza replicarne l’estensione vocale.
Il finale ha visto Good Woman, accolta con entusiasmo, e una chiusura affidata a I’ll Be Seeing You, eseguita con voce profonda e intensa: un epilogo sobrio e perfettamente coerente con l’atmosfera della serata.

Cat Power Setlist
- The Greatest
- Living Proof
- Lived in Bars
- Could We
- Empty Shell
- Willie
- Where Is My Love
- The Moon
- Islands
- After It All
- Hate
- Love and Communication
— And More — - I Don’t Blame You
- Nothing Compares 2 U (Prince cover)
- Try Me (James Brown & The Famous Flames cover)
- Good Woman
- It Wasn’t God Who Made Honky Tonk Angels (Kitty Wells cover)
- Manhattan
- I’ll Be Seeing You (Sammy Fain cover)
Queste le prossime date del tour, che purtroppo non toccherà l’Italia:
- 02/27 – Chicago, IL – Riviera Theatre
- 02/28 – Detroit, MI – Saint Andrew’s Hall
- 03/01 – Toronto, ON – History
- 03/03 – Kingston, NY – Ulster Performing Arts Center
- 03/04 – Boston, MA – Roadrunner
- 03/06 – Brooklyn, NY – Brooklyn Steel
- 03/07 – New York, NY – Webster Hall
- 03/08 – Philadelphia, PA – Union Transfer
- 03/10 – Washington, DC – 9:30 Club
- 03/12 – Atlanta, GA – The Eastern
- 03/13 – Asheville, NC – The Orange Peel
- 03/14 – Nashville, TN – Brooklyn Bowl Nashville
- 10/07 – Helsinki, Finland – House of Culture
- 10/09 – Johanneshov, Sweden – Fållan
- 10/10 – Oslo, Norway – Sentrum Scene
- 10/11 – Copenhagen, Denmark – Vega
- 10/12 – Hamburg, Germany – Docks
- 10/14 – Warsaw, Poland – Stodola
- 10/15 – Berlin, Germany – Huxleys Neue Welt
- 10/17 – Cologne, Germany – Live Music Hall
- 10/19 – Vienna, Austria – Wiener Konzerthaus
- 10/20 – Munich, Germany – Muffathalle
- 10/21 – Strasbourg, France – La Laiterie
- 10/23 – Lausanne, Switzerland – Les Docks
- 10/24 – Lyon, France – Le Radiant
- 10/25 – Ramonville-Saint-Agne, France – Le Bikini
- 10/26 – Rennes, France – Le MeM
- 10/28 – Antwerp, Belgium – De Roma
- 10/29 – Amsterdam, Netherlands – Paradiso
- 10/30 – Luxembourg, Luxembourg – Philharmonie Luxembourg
- 10/31 – Paris, France – Salle Pleyel
- 11/02 – Bristol, UK – Bristol Beacon
- 11/03 – London, UK – Roundhouse
- 11/04 – Manchester, UK – Albert Hall
- 11/05 – Glasgow, UK – Barrowland
- 11/07 – Dublin, Ireland – Vicar Street
- 11/09 – Paris, France – Salle Pleyel
- 11/10 – Rouen, France – Le 106
Il presente articolo è stato pubblicato originariamente su WeHeartMusic: le ragioni della collaborazione tra Kalporz e WeHeartMusic le puoi leggere qui.
foto fornita da ufficio stampa:
Ja.La Media Activities Beschi Laura
