[ di Federico Olmi ] I testi attingono in vario modo alla tradizione, la strumentazione esibisce un incredibile equilibrio fra antico e moderno, fra il suono della lira calabrese e quello della chitarra elettrica: da Modugno ai Briganti, passando per De André, la globalizzazione a volte produce qualcosa di buono.
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[ di Nicola Guerra ] Una miscela incendiaria di garage-soul: i nuovo “Black Lightning” sposta l’ago della bilancia verso una pulizia sonora di stampo r’n’blues, ma lo fa con la solita classe che contraddistingue il quartetto americano.
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[ di Francesco Melis ] Esplosioni sonore. Sono quelle che stanno per portare gli A place to bury strangers in Italia nel mini tour di tre date che inizierà il 2 dicembre dal Bronson di Ravenna. Kalporz ha incontrato il chitarrista e cantante della band, Olivier Ackermann.
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[ di Marcello Russo ] Le foto della seconda data del mini-tour italiano della band newyorkese, che stasera si conclude a Bologna, al Covo.
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[ di Matteo Ghilardi ] In “The jellyfish is dead…” lo stoner è contaminato da ottime jam psichedeliche con svariati cambi di tempo: la band di Ravenna ha registrato un bel disco.
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L’epicità abissale di Coleman si coagula ancora una volta in una manciata di anthem feroci dalle linee melodiche fenomenali e millenariste, anche se alcuni brani girano a vuoto.
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[ di Nicola Guerra ] Ci lamentiamo sempre, noi amanti del rock, ogni qualvolta mettiamo piede nelle discoteche cosiddette fighette, della musica oscena che ci viene propinata. Ecco, questo secondo disco degli italiani Low Frequency Club fa dimenare come pazzi sul dancefloor.
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[ di Piero Merola ] L’instabilità fisica ed emotiva dell’ormai trentacinquenne cantautore si riversa di getto in un album a dir poco sorprendente. La rassicurante catarsi tra canto bucolico e opera di “Illinois” lascia spazio a ossessione e isterismo che pervadono l’album. Il ritorno di Sufjan all’elettronica funziona.
