[ di Piero Merola ] La formula degli Shins trova nuovi equilibri, sempre meno acerbi e figli del pop d’autore di XTC e Big Star. E imprevedibilmente si rigenera.
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[ di Giampaolo Cristofaro ] Un disco imponente: una serie di ritratti di donne, violenta psicanalisi personale, repentini cambi di prospettiva, intarsi di silenzi e fragorosi tumulti ad elevare l’epica e l’impronta fortemente emozionale della scrittura di Stefano.
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[ di Piero Merola ] “Good Luck” è sulla scia dell’ultimo LP “Dividing Opinions”, con il gruppo reggiano sempre più lontano dal post-rock e immerso in una peculiare forma canzone dalle reminiscenze wave.
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[ di Giampaolo Cristofaro ] Folk con attitudine cantautorale / generazionale nel debutto solista di Lorenzo Urciullo degli Albanopower, che qui sono backing back e forse qualcosa di più. Roy Paci ha arrangiato fiati ed archi, Sara Mazo e Alessandro Raina fanno due ospitate, ma Colapesce vive già di vita propria.
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[ di Francesco Melis ] Tornano i Drink To Me con un nuovo disco sorprendente. “S” è l’alchimia sonora perfetta.
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[ di Matteo Maioli ] Claudia Dejeza ha lasciato il gruppo e viene a mancare quel distintivo intreccio di voci delle due gemelle che aveva fatto la fortuna dei newyorkesi. Che però riescono a esorcizzare il fantasma di Claudia.
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[ di Francesco Marchesi ] I Memoryhouse rappresentano un caso di dream pop basico, privo di urgenza rumoristica o sperimentalismo gotico. Un esempio di musica sedata in grado di far riflettere sui limiti di ciò che ascoltiamo. Un album anormale, cui si rimane legati. Da non perdere.
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[ di Francesco Giordani ] La band di Stephen Merritt torna alla Merge e riscopre l’amore, a tratti fulminante, per i sintetizzatori. Bubblegum-pop in abiti low-fi, studiatamente lisi e sdruciti, che brillano di luce sgranata.
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[ di Stefania Italiano ] Il viaggio darwiniano degli Shearwater è terminato, e “Animal Joy” per la Sub Pop è il rapporto steso a uso e consumo dei cittadini curiosi. Divulgativo.

