Ce l’ha messa tutta, Santi, e i 4 anni trascorsi dal bellissimo debutto nonché il paio di singoli già usciti avevano creato aspettative altissime. Invece, gran begli arrangiamenti ma maggior parte di canzoni “povere”.
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[di Piero Merola] Ancora un capolavoro nella quarta avvolgente liturgia partorita dai Beach House in una delle tante terre di nessuno del Texas.
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[di Piero Merola] “Padania” segna il ritorno di Xabier Iriondo e un’inaspettata discontinuità rispetto ai pretenziosi ultimi capitoli della lunghissima epopea della band di Manuel Agnelli.
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[ di Stefania Italiano ] Alla fine i Motorspycho pervengono alla loro prima opera rock con la dovuta magniloquenza, e riuscendo nell’impresa di farci canticchiare anche il pretenzioso. Stasera live a Ravenna, poi martedì 24 a Livorno e il 25 a Mezzago.
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[ di Matteo Maioli ] In “Sonik Kicks” ritroviamo gli ingredienti degli ultimi due album di Weller: robusti r’n’r, atmosfere bucoliche e un sound innovativo e psichedelico supportato dall’elettronica.
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[ di Daniele Boselli ] Jason Pierce riappare sulla Terra con un disco che lascia interdetti: meno anima, più pop. Ma qua e là si scorgono ancora i segni della sua grandezza. Da risentire live per un giudizio definitivo.
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[ di Giampaolo Cristofaro ] E’ di una semplicità disarmante il titolo del nuovo lavoro di Eric Chenaux, ma, in fondo, è davvero ciò che è.
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[ di Nicola Guerra ] “Son of the Dust” dei torinesi Movie Star Junkies è un passaggio obbligato, una trasformazione fisiologica nonché l’ evoluzione naturale di un suono già figlio della tradizione.
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[ di Francesco Giordani ] La band milanese plasma il proprio songwriting secondo canoni classicamente atteggiati, piegando melodie e dinamiche al servizio di una buonissima verve esecutiva.

