• UGLY DUCKLING, Journey To Anywhere (XL Recordings, 2001)

    Eccoli finalmente. Finalmente in Italia. Il cd è fuori già dall’anno passato, ma rimediarne una copia a casa nostra era impresa disperata. Ma ora c’è, grazie alla XL. Il primo album completo dei seguaci di Arrested Development, per la musica, e dei De La Soul, per lo spirito. Più caciaroni, dei De La Soul. Più…

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  • ASTOR PIAZZOLLA, Oblivion (Tring, 1994)

    Astor Piazzolla, sospeso quasi magicamente tra il tango, il jazz e la musica classica. Fedele alle sonorità, ai ritmi e agli strumenti della sua terra, l’Argentina, ma sensibile alle inquietudini che percorrono la musica classica contemporanea. La sua musica fonde infatti la tradizione del tango argentino, le suggestioni sinfoniche (Stravinski tra tutti) e le sperimentazioni…

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  • NITS, Wool (Pias Recordings, 2000)

    I Beatles d’Olanda, come vengono entusiasticamente chiamati dai loro fans, si confermano all’altezza di cotanto nome. Il gruppo di Henk Hofstede e Rob Kloet, affiancati già da qualche anno da due deliziose batave (Arwen Linnemann al basso e Laetitia van Krieken alle tastiere), confeziona un album estremamente affascinante, malinconico e jazzato, con il solito impeccabile…

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  • EMINEM, The Marshall Mathers LP (Aftermath Ent. / Interscope Records, 2000)

    Come un fumetto acido, di nome Slim Shady, o come la folle vita del giovane artista, di nome Eminem. E Marshall? Questo secondo album completa la serie. “The Marshall Mathers” schiera il solito repertorio di vita vissuta, e la vena micidiale del malvagio Slim Shady. Ma queste maschere non sono più sole. Fa il suo…

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  • THE POLICE, Regatta de Blanc (Universal, 1979)

    Pubblicato nel 1979 il secondo album dei Police è ritenuto da molti il capolavoro del gruppo inglese, già affermatosi alla platea internazionale per i toni decisamente più accesi di “Outlandos D’Amour”. Raffinato quanto difficoltoso per fruizione e ascolto, lancia i Police nell’Olimpo del pop internazionale consacrandoli come un gruppo originale e innovativo. Apre la scena…

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  • GRANDADDY, The Sophtware Slump (V2, 2000)

    Un disco coraggioso. Il gruppo di Modesto, California, era piuttosto atteso dopo lo splendido esordio “Under The Western Freeway”, un lavoro che ricordava Pavement, Flaming Lips e la migliore musica americana dell’ultimo decennio. I Grandaddy rispondono a queste aspettative con un disco allo stesso tempo bello e imperfetto, tentando nuove strade come nel brano d’apertura…

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  • COMMON, Like Water for Chocolate (MCA Records / Universal Music / Madame Xenobia Music, 2000)

    I be dissin magazines, but then buy The Source Can’t explain why the force, is with me Settantamila copie la prima settimana sono un bel risultato. C’era chi temeva un flop, o la nobile disgrazia dell’innovazione: il cimitero d’avorio degli intenditori. Buon per lui, non è andata così. Del resto Common, o Comon Sense sino…

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  • DEUS, The Ideal Crash (Island Records, 1999)

    Lunga vita a questi Dei Fiamminghi, i quali di questo passo si vedranno prestissimo consacrare al loro culto un altare pagano, dovuto ringraziamento da parte dei loro numerosi proseliti terrestri per la Manna di Note ricevuta in questi anni. “The Ideal Crash” è, come potrete immaginare, un grande album, il quale si distingue dai precedenti…

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  • DAVID BOWIE, The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars (RCA Victor, 1972)

    La scintillante volta celeste della musica pop continua ad assistere indifferente alla nascita e alla morte di stelle e stellette dalle sorti molto differenti. Alcune di queste stelle sono destinate a spegnersi nel giro di una breve stagione; altre, invece, attraversano intere epoche, mode e stili diversi, rimanendo comunque sempre uguali a se stesse. Una…

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  • BLACKALICIOUS, Nia (Quannum Project / Mo’Wax 1999)

    Gli ep e il mare di featuring che hanno preceduto Nia montavano grosse aspettative. Le aspettative sono state soddisfatte, concedendosi in più lo strano e speciale coraggio dei pionieri (o degli eretici). Mi spiego. Il rischio, per un lavoro come questo, stava nel ‘crossover’. Crossover, nella musica, somiglia sempre più al ‘Varie’ degli archivi. “Se…

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Se potessi ripercorrere in un attimo, nuotando controcorrente, le rapide di questo fiume oramai giunto al suo estuario, nella estrema fissità di questo mio prossimo viaggio nella noia orizzontale, sceglierei gli anni in cui la volta celeste non era altro che un enorme lenzuolo fatto a cielo e la luna una palla polverosa gettata nel vuoto e catturata con le unghie dall’egoismo del pianeta Terra. E noi, bimbi, cadevamo con essa per sempre, aggrappati in un infinto sprofondo gli uni agli altri, grazie a un gomitolo di lana nera. I grandi dimenticarono in fretta di avere un mondo con certe stelle enormi, sopra il capo, da osservare, mentre noi sacrificavamo la nostra noia migliore per costruire ponti sospesi nello spazio che ci allacciassero a un’agognata luna. La dipingemmo butterata e funesta, con maremoti sulla superficie di un ponto che non era mai tranquillo, ma tutta una schiuma fremente di gorghi e mostri marini. Nuovi esseri di ordinaria malinconia calpestavano un tappeto soffice come zucchero filato sparso su una teglia, in cui si radicavano piante cresciute dolci come torroni. Altre volte immaginammo un balzo da gigante come in mongolfiera, le tante mongolfiere tipiche di una domenica d’estate, un balzo che ci consentisse di fuggire all’avarizia terrestre e alle sue costrizioni. In anni in cui razzi enormi arrugginivano in volo, pensammo a uno sgangherato proiettile cavo sparato negli occhi della luna come nei film dei Meliès, in cui potessimo accovacciarci per il viaggio, assieme ai nostri migliori amici. Ma poi venne il tempo di un leggero disincanto, e, anche sognando a occhi aperti, non potevamo far altro che immaginarci tute e scafandri e missili scagliati a violentare qualche nuovo cielo. E poi, al ritorno, schivare incredibili uragani e tempeste, per posarci placidamente in un mare che ci accogliesse come un telo. Eravamo certo molto giovani e molto felici e pensavamo, con rabbia, di non dover invecchiare mai. (Matteo Marconi) Le puntate precedenti Back To The Future Vol. 9 - Stuart Adamson morì nel 2001 e nessuno ne parla più Back To The Future Vol. 8 - I Vines e il Verona dell'84-'85 Back To The Future Vol. 7 – “I figli degli operai, i figli dei bottegai!” Back To The Future Vol. 6 - Ekatarina Velika (EKV) Back To The Future Vol. 5 - Gli Air sul pianeta Vega Back To The Future Vol. 4 – “Stay” e gli angeli degli U2 Back To The Future Vol.3 - La lettera dei R.E.M. e di Thom Yorke Back To The Future Vol. 2 – Massimo rispetto per i metallari (1987-89) Back To The Future vol. 1 – L’estate di Napster 14 settembre 2010