• KEITH JARRETT, The Melody At Night With You (ECM, 1999)

    Ammettiamolo: per quanto riguarda Keith Jarrett l’uscita di un lavoro al piano solo suscita in molti un interesse maggiore rispetto alle incisioni effettuate con l’affiatatissimo trio o alle interpretazioni date dal pianista di opere appartenenti al repertorio classico. Sicuramente questo deriva da quella specie di “sacro monolito” (o sarebbe meglio dire “pesante fardello?”) rappresentato da…

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  • KEITH JARRETT, La Scala (ECM, 1997, live)

    E alla fine Jarrett si superò… Questo è senz’altro, a tutt’oggi, il suo più bel concerto solista. La struttura di base è simile a quella del Vienna concert, ma l’esibizione alla Scala di Milano è, se possibile, ancora superiore. E’ sempre la prima parte ad essere la più interessante: ora oscura, ora più solare, è…

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  • THE BEATLES, The Beatles (The White Album) (2 LP, EMI Apple, 1968)

    Il primo ed unico disco doppio nella storia dei Fab Four; il famoso disco bianco. Che scelta stilistica strabiliante puntare su una cover tutta bianca in quei tempi di dominio assoluto del colore sgargiante, già quasi freak; sembra quasi una copertina dei Joy Division, se non fosse in anticipo di 12 anni rispetto all’importantissimo gruppo…

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  • KEITH JARRETT, The Koln Concert (ECM, 1975, live)

    Sappiamo tutti come la fama di Keith Jarrett sia indissolubilmente legata ai concerti per pianoforte solo: improvvisati, “sentiti”, semplicemente unici. Questo è il più celebre di tutti. Fece conoscere in tutto il mondo il nome di Jarrett ed è tuttora uno dei dischi jazz (ma questa definizione gli va stretta) più venduti di sempre. L’autore,…

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  • MARVIN GAYE, What’s Going On (Tamla, 1971)

    “What’s Going On” è uno dei capolavori della musica moderna. Con la sua radicalità, la sua impronta leggermente jazzata, le meravigliose orchestrazioni ed i piccati commenti politici, Gaye ridefinisce e lancia verso nuovi e sconosciuti orizzonti la soul music, orizzonti che a posteriori si riveleranno decisamente inferiori e noiosi rispetto a chi li ha delineati.…

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  • FABRIZIO DE ANDRE’, Tutti morimmo a stento (Ricordi, 1970)

    Sottotitolo: “Cantata in si minore per solo, coro e orchestra”. In comune con “La buona novella” c’è la compassione per le vicende degli uomini, e in particolare dei derelitti. E’ questo il filo conduttore dell’album. Pur non raggiungendo forse la compattezza del disco gemello, presenta comunque pagine molto belle, così da renderlo assai consigliabile. Grande…

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  • DONALD FAGEN, The Nightfly (Warner Bros., 1982)

    Rinchiusa in garage, per almeno vent’anni, quella splendida macchina musicale chiamata Steely Dan, Fagen fa il suo esordio come solista non facendo assolutamente rimpiangere i lavori col vecchio compagno di scrittura, il molto reverendo Walter Becker. Anzi, “The nightfly” è quasi unanimemente considerato dalla critica come album bellissimo ed imprescindibile nella sua disarmante modernità. In…

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  • PETER GABRIEL, Ovo (Real World/Virgin, 2000)

    Non ci ricordiamo nemmeno più quanto abbiamo dovuto attendere per ascoltare un nuovo lavoro di Peter Gabriel. L’attesa, dopo il precedente “US” ed il superbo live “Secret World”, è stata ripagata. “Ovo” è un “concept” che analizza le tappe di sviluppo dell’uomo prendendo in considerazione una famiglia ed il suo più piccolo rappresentante: Ovo, appunto.…

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  • SUPERGRASS, I Should Coco (EMI, 1995)

    L’album d’esordio dei Supergrass è fuori di dubbio una delle migliori opere prime degli anni ’90, gemma assoluta nel panorama del cosiddetto brit-pop. Spinti da una carica ed un furore incontenibili, i tre ragazzi terribili di Oxford spaziano mirabilmente fra le grandi tradizioni musicali della terra di Albione. Il punk, ad esempio, è adeguatamente santificato…

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  • ELLIOTT SMITH, “Figure 8” (UNI/Dreamworks, 2000)

    ELLIOTT SMITH, “Figure 8” (UNI/Dreamworks, 2000)

    Elliott Smith ispirato dai Beatles con un album che alterna energia e fragilità, tra ballate intime e momenti indie-rock intensi.

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