Nils Petter Molvaer è un trombettista nordico innamorato del “caldo” sound di Miles Davis. Questo disco ha lanciato Molvaer a livello mondiale, facendo conoscere la sua sua morbida e suadente tromba. La partenza è dunque lo storico “Bitches Brew” di Davis: il più classico dei classici per chi voglia fare jazz elettrico. “Khmer” però va…
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Leggero, suadente, conturbante… “Born To Do It” di Craig David sembra ereditare lo stile che ha reso celebri artisti del calibro di Marvin Gaye. La sua voce sensuale e vellutata accompagnata da una rielaborazione elettronica di soul music, con una chitarra acustica che segue come un’ombra le doti canore di questo inglesino, ci sembra funzionare…
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Cantautore amatissimo dai nostri cugini francesi e da essi prontamente adottato, Gianmaria Testa è un caso a parte nel panorama italiano, se non altro per il fatto di non avere avuto, in tutti questi anni, una distribuzione ufficiale nel nostro mercato così ricco e pieno di grandi artisti e capolavori inestimabili. Le copie arrivate nello…
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Cantautore amatissimo dai nostri cugini francesi e da essi prontamente adottato, Gianmaria Testa è un caso a parte nel panorama italiano, se non altro per il fatto di non avere avuto, in tutti questi anni, una distribuzione ufficiale nel nostro mercato così ricco e pieno di grandi artisti e capolavori inestimabili. Le copie arrivate nello…
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Quarto disco del gruppo inglese e di grande qualità. In evidenza l’abilità strumentale dei musicisti. Canzoni mai banali, cambi di ritmo, uso brillante di uno strumento come il vibrafono (in “Knots”), bella sezione vocale. Insomma, grande progressive. In “Raconteur, troubadour” è di bell’effetto il violino di Ray Shulman sovrainciso più volte, possente è “A cry…
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Un disco che non ha veri e propri punti deboli. Le prime cinque tracce in particolare, a partire dalla bella “Between blue and me”, non perdono un colpo. L’originalissima voce di Roger Chapman, grintosa o delicata a seconda del bisogno, è inconfondibile: a riprova della grande varietà musicale esistente all’interno del cosiddetto progressive rock, una…
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Non è considerato generalmente il miglior disco di Cat Stevens, ma è innegabilmente assai piacevole da ascoltare. Pur non mantenendosi sempre allo stesso livello, canzoni come “Maybe you’re right”, “Trouble”, “Katmandu” (dove fa capolino il flauto di Peter Gabriel), “Fill my eyes” e “Lillywhite”, unitamente alla sempre espressiva voce nasale di Cat Stevens, giustificano, a…
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Seconda e più nota opera dei Colosseum, formazione del rock-jazz inglese, dopo l’esordio di “Those who are about to die salute you”, nello stesso anno. Nato per iniziativa del batterista Jon Hiseman e del sassofonista Dick Heckstall-Smith, il gruppo comprese, sino alla realizzazione di questo album, Dave Greenslade alle tastiere, James Litherland alla chitarra e…
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Ci perdoneranno i patiti di De Gregori, ma noi, personalmente, non ne siamo entusiasti, non riusciamo proprio a farcelo piacere del tutto. O meglio, ci piace a spizzico, un po’ qua, un po’ là, a macchia di leopardo. E spesso ad attirare maggiormente la nostra attenzione sono canzoni generalmente considerate “minori”, o comunque non di…
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Maxim si mette in proprio. Dai Prodigy e dalla techno all’hip hop come non ci si crede. “Hell’s Kitchen” costituisce il riscatto della musica elettronica, o la sua morte. Dipende da cosa pensiate dell’hip hop, perché “Hell’s Kitchen” è un album rap. Molto molto molto estremo, proprio molto. E ora che l’ho in heavy rotation…

