• BLUR, Bustin’ + Dronin’ (2CD, ed. giapponese, Food Records, 1998)

    Il fan sfegatato del gruppo di Colchester non si sarà sicuramente lasciato sfuggire questa edizione giapponese, un Cd doppio che raccoglie da una parte nove mix e remix di canzoni dell’ultimo album da studio (“Blur”) e dall’altra una sorta di Cd single con sei tracce registrate dal vivo per il mitico John Peel. Non la…

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  • BLUR, The Great Escape (Food Records, 1995)

    Dopo il grandissimo successo di “Parklife” il gruppo di Damon Albarn si trova nella non facile situazione di dare un seguito qualitativo alla loro azione musicale. Il titolo sembra dirla lunga sui loro sentimenti del momento, probabilmente oppressi dalla EMI (la major alla quale la piccola Food è legata) e dalle aspettative di milioni di…

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  • BLUR, Blur (Food Records, 1997)

    Considerato, al momento della sua uscita, come disco di difficoltosa transizione dalle scintillanti linee melodiche del brit pop ad una vena più introversa e lo-fi, “Blur” dimostra di essere venuto a patti con Sua Maestà Tempo, rivelandosi opera fondamentale nella storia dei quattro di Colchester. Delle prime cinque canzoni che aprono l’album, quattro sono state…

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  • BLUR, Parklife (Food Records, 1994)

    Se “Modern life is rubbish” bussava alle porte della celebrità, udendo solo un indistinto borbottio, “Parklife” quella porta l’abbatte semplicemente, come quei vecchi centravanti inglesi alla John Charles. Ed inglese, il terzo capitolo dei Blur, lo è fino al midollo, divenendo in breve un must per ogni collezionista amante del brit sound, o brit pop,…

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  • BLUR, Blur Present The Special Collectors Edition (ed. giapponese, Food Records, 1994)

    Se trovaste questo import giapponese, una collezione di b-sides spesso all’altezza di titoli ben più conosciuti, non pensateci neanche mezzo secondo: get it! Il prezzo sarà probabilmente molto alto, ma firmate pure qualche cambiale: se amate questi ultimi giocherelloni del pop non avrete paura di essere protestati. Irresistibilmente kitsch già dall’impatto con la copertina, i…

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  • BLUR, Leisure (Food Records, 1991)

    In un momento particolarmente brillante per la scena indie britannica, in piena era baggy, i Blur fanno il loro esordio con “Leisure”. Preceduto dal primo singolo “She’s so high” (anche opening track dell’album), il lavoro si inserisce appunto nel Nuovo Rinascimento Inglese, insieme a gruppi come Stone Roses, Charlatans e House of Love. A tratti…

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  • BLUR, Modern Life Is Rubbish (Food Records, 1993)

    Se attendere due anni, tra un album e l’altro, desse sempre questi frutti, tutti i musicisti farebbero così. “Modern life…” è semplicemente un capolavoro e segna la focalizzazione dei Blur su suoni ed argomenti precisi. Da questo lavoro si può far partire la vera rinascita del brit-pop, che culminerà un paio di anni più tardi…

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  • COUSTEAU, Cousteau (Palm Records, 2000)

    Jacques Cousteau, famoso oceanografo francese, dedicò una vita intera allo studio dell’elemento acquatico e dei suoi più o meno conosciuti abitanti. I Cousteau, inglesi a dispetto del nome, sembrano intrattenere l’unico rapporto con l’acqua attraverso una chitarra elettrica dal suono molto liquido, a tratti denso come un fiume in piena, altre volte limpido e riverberato…

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  • LENNY KRAVITZ, Let Love Rule (Virgin, 1989)

    Provate a fantasticare un meeting dove partecipassero John Lennon, Jimi Hendrix e qualche vecchio eroe di soul psichedelico (Sly Stone, Curtis Mayfield, etc.)… Sarebbe sensazionale, non credete? Purtroppo, la realtà in questo caso non supera la fantasia, ma può tentare di avvicinarla, soprattutto con l’aiuto del talento e della passione. Al nostro Lenny non fanno…

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  • JOHN LENNON, Imagine (EMI Records, 1971)

    L’anno dopo lo scioglimento ufficiale dei Beatles, Lennon pubblica il suo album più famoso, trascinato dalla melodia immortale della title-track (coronata in vari sondaggi di fine secolo come più bella canzone del ‘900…sondaggi a parte, è decisamente un pezzo splendido, speranzoso e tollerante, direi la sublimaziome massima del vecchio spirito Sixties e di una stagione…

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