DEE DEE BRIDGEWATER, Live In Paris (Affinity, 1987)

Dee Dee Bridgewater è indubbiamente una delle poche cantanti di jazz contemporanee che possono aspirare all’eredità delle grandi “signore del jazz”: nelle recensioni dei suoi numerosi dischi ricorrono nome famosi come Sarah Vaughan, Dinah Washington e, su tutte, l’immortale Ella Fitzgerald.
Tuttavia, nonostante l’enorme responsabilità di paragoni di questo calibro, è riuscita a mantenere una sua personalità, e a imporla in un mondo in cui spesso le novità vengono viste con diffidenza.

E’ soprattutto negli album registrati dal vivo che la carica vitale di Dee Dee Bridgewater si manifesta al meglio; una piccola frase, nel libretto del cd, lascia trasparire l’entusiasmo e l’energia di questa cantante straordinaria: “Il jazz è musica d’improvvisazione, musica di sentimenti, profondamente radicata in me. Ho scelto di trasmettervi questa musica dal vivo per cercare di conservare l’emozione del momento”.

La sua storia musicale lascia trasparire il grande amore di Dee Dee per il jazz; cresciuta in una cittadina della provincia americana, ascoltando i dischi del padre trombettista, Miles Davis e Cannonball Adderley, negli anni in cui la Motown Records esordiva sulla scena musicale. Tuttavia, è con l’arrivo in Europa, in Francia, nel 1984 che scopre veramente le sue radici musicali, confrontandosi con le grandi del passato; porta infatti in scena due musical – “Sophisticated Ladies” nel 1984 e “Lady Day” nel 1986 – nei quali si confronta con le ladies del jazz. E’ di quegli anni anche questo “Live in Paris”, testimonianza di un confronto sempre aperto coi “mostri sacri” del passato. Dee Dee, infatti, ripercorre in questo live alcuni degli standards del jazz, brani portati al successo dalle voci che hanno fatto la storia di questo modo di fare musica. Ma lo fa in modo personalissimo e moderno, trasferendo in quelle note tutto il suo percorso musicale, il patrimonio acquisito in Europa così come le radici blues e soul. Sono soprattutto brani come “How High The Moon” o “Cherokee” a testimoniare questa contaminazione, e a valere a Dee Dee Bridgewater il posto privilegiato nella scena delle cantanti di jazz.

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