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Milano si prepara a riabbracciare JAZZMI, uno degli appuntamenti più attesi e rappresentativi del suo cartellone concertistico, specialmente per quanto riguarda la lunga stagione degli eventi “al coperto”.
La rassegna festeggia quest’anno il suo decimo anniversario con un programma ricco e articolato che prevede oltre duecento concerti tra il 23 ottobre e il 9 novembre e che intende raccontare la storia, il presente e le future traiettorie del jazz. Pur orbitando intorno a due poli principali che coincidono con Triennale Milano e Blue Note, JAZZMI raggiungerà ogni angolo del capoluogo lombardo, continuando ad ampliare il proprio raggio d’azione e superando la dimensione del teatro e dei club: non soltanto gli epicentri delle notti cittadine come Alcatraz, Santeria Toscana 31, BASE e Fabrique o realtà storiche come il Teatro Lirico Giorgio Gaber, Arcimboldi o Dal Verme, dunque, ma anche tappe al Conservatorio, all’Auditorium San Fedele, a Cascina Nascosta e Spirit de Milan, passando per l’Anfiteatro di Piazza Liberty e non solo.
JAZZMI 2025 sarà inaugurato il 20 ottobre dalla canadese Diana Krall, capace di debuttare con otto album diversi in cima alla classifica Billboard Jazz Albums e si chiuderà con Shabaka, già mente di progetti brillanti come Sons of Kemet, The Comet Is Coming e Shabaka and the Ancestors, oggi nel pieno dell’esplorazione di nuovi linguaggi sonori con i flauti. Nel giorno di apertura ufficiale, il 23 ottobre, il sax tenore Walter Smith III sarà alla guida del quartetto completato da Danny Grissett, Orlando Le Fleming e Jeff Ballard e preparerà a una giornata, il 24 ottobre, incredibilmente densa di appuntamenti: i Kokoroko e la loro miscela di jazz e afrobeat, le cantautrice Sydney Ellis, sospesa fra blues, jazz e gospel, la cantautrice Simona Molinari, l’imprevedibile Marc Ribot e le sperimentazioni acidule degli Yuuf. Il 25 ottobre toccherà ai suoni latin contaminati dal pop e dall’elettronica di Ëda Diaz e al duo Blue Lab Beats; la settimana andrà in archivio con il quartetto capitanato dal compositore e maestro di oud tunisino Anouar Brahem in compagnia di Anja Lechner, Django Bates e Mats Eilertsen. I Quintorigo & John De Leo saranno protagonisti il 27 ottobre in una settimana che vedrà esibirsi anche la Band del chitarrista e compositore jazz (fusion) Mike Stern e poi Molly Lewis (28 ottobre), i camerunesi del Richard Bona Asante Trio e i senegalesi Orchestra Baobab, quindi la sassofonista londinese Nubya Garcia e gli Arrested Development, tra le realtà hip hop più importanti degli ultimi anni, ma anche gli immarcescibili Calibro 35.
All’alba di novembre, il Quartetto a guida David Murray, tra le figure più importanti degli ultimi tre decenni di musica improvvisata, suonerà nella stessa serata a pochi chilometri di distanza dagli Huun-Huur-Tu, quartetto acustico da Tuva, e dai C’mon Tigre, che porteranno sul palco uno spettacolo completamente rinnovato. Nel pomeriggio di domenica 2 novembre, l’esibizione di Amaro Freitas, tra i volti più freschi e originali del jazz brasiliano, mentre in serata JAZZMI offrirà ampia scelta tra il Trio guidato dall’eterno Dave Holland, l’ensemble jazz-funk degli Headhunters e il sassofonista Paolo Fresu, insieme a Richard Galliano e Jan Lundgren. Martedì 4 si riparte dal trombettista, producer e compositore Theo Croker e da Flying Lotus, autore di una proposta autentica in cui convivono hip hop, jazz ed elettronica, mentre Triennale ospiterà Daniele Sepe con il suo progetto Galactic Syndicate. Spetterà a Dee Dee Bridgewater e il suo Quartetto il 5 novembre, la stessa serata del trio nu jazz britannico Mammal Hands e del cantautore R&B Durand Bernarr, mentre il 6 novembre sarà la notte de L’Antidote, il trio composto dal maestro delle percussioni iraniano Bijan Chemirani, il violoncellista albanese Redi Hasa e il pianista libanese Rami Khalifé, ma anche di Bilal. Weekend finale di alto livello, da venerdì 7 novembre, con l’Avishai Cohen Trio del leggendario bassista, Pete Roth Trio con Bill Bruford e Summer Pearl nella stessa serata, prima di un sabato all’insegna del pianista sudafricano Abdullah Ibrahim e il suo Trio, il trombettista e avanguardista Takuya Kuroda e di una serata conclusiva che proporrà Chris Thile, virtuoso del mandolino, e Gonzalo Rubalcaba & Hamilton De Holanda Duo, oltre al già citato Shabaka.
Ma non è tutto: JAZZMI dedicherà ampio spazio ad alcuni progetti speciali, sessioni d’ascolto, presentazioni di libri, incontri con autori, talk e una galassia di eventi gratuiti, fra cui proiezioni di film, ad arricchire ulteriormente un programma completato, anche in questo caso, dal contest spin-off dedicato alle band jazz under 35, Jam The Future. Saranno quasi tre settimane dense di appuntamenti per appassionati del genere e non solo: JAZZMI, se possibile in misura anche maggiore per il suo decimo compleanno, continua a intrecciarsi profondamente nel tessuto culturale e storico di una città da sempre fedele al jazz tanto nelle sue forme più tradizionali quanto nelle traiettorie più contemporanee e futuristiche.

