CROSBY, STILLS & NASH, Crosby, Stills & Nash (Atlantic, 1969)

Primo e noto album di questo famoso super-trio rock statunitense. Si comincia con “Judy blue eyes”, definita infatti “Suite”, uno dei cavalli di battaglia del gruppo: splendida e lunga canzone (considerando che non si tratta di progressive rock) dove si mostra già la caratteristica fondamentale del disco: un grande, impeccabile, affiatamento vocale, che si sposa a meraviglia con il tessuto strumentale, tenue ma incisivo, senza fronzoli, dominato naturalmente dalle chitarre. Apparentemente banale, ma in realtà di terribile efficacia, è il coretto finale: degna conclusione di una brano mosso e variato, affascinante. Naturalmente non è tutto oro quello che luccica: una canzone come “Marrakesh express”, seppure accativante, è veramente un poco banale, una canzonetta. Ma nel complesso dell’album non stona, non ci si fa caso più di tanto. E’ questo il segreto del trio. E le belle canzoni certo non scarseggiano: citiamo ad esempio la rapida e trascinante “Pre-road downs”, la intensa e imponente “Wooden ships”, la delicata “Lady of the island”, la corale “Helplessly hoping”, la finale (veramente degno finale) “49 bye-byes”: mirabile l’intrecciarsi delle voci. Nessuna canzone è firmata da tutti e tre i musicisti insieme.

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