• PRIMAL SCREAM, Screamadelica (Creation, 1991)

    Era il 1989. L’acid house stava scrivendo nuove coordinate musicali e ridisegnando la mappa dell’intrattenimento giovanile. La club culture impazzava e l’Hacienda di Madchester era la Mecca che attirava il popolo della notte. L’Ecstasy era semplicemente la droga. Andando verso il mare si passava per Londra, capitale aperta alle mode e sempre in prima linea…

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  • RALFE BAND, Swords (Talitres / Wide, 2007)

    Probabilmente non sarà un capolavoro questo “Swords” della esordiente Ralfe Band, eppure opere come questa non possono che dare da pensare… In un’epoca in cui sempre più inaggirabile si fa infatti la caratterizzazione “industriale” della musica, schiacciata su formule e prototipi rigidamente definiti all’interno dei quali ogni istante è già sempre originariamente una copia clonabile…

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  • LE MAN AVEC LES LUNETTES, ? (My Honey / Zahr, 2007)

    Nello stesso periodo in cui cade il quarantesimo anniversario dell’uscita del Sergent Pepper beatlesiano, ci troviamo a parlare di un disco che intrattiene con il capolavoro del quartetto britannico più di un decisivo rapporto. Il gruppo in questione (in realtà un duo costituito dai bresciani Alessandro Paterno e Fabio Benni) presenta il bizzarro nome di…

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  • THE GOOD THE BAD AND THE QUEEN, The Good The Bad And The Queen (Parlophone / EMI, 2007)

    “The Good, The Bad & The Queen” è un album che potrebbe essere raccontato con immagini. Quelle che lo rappresentano è il confronto tra Damon Albarn sbarazzino nel retro di copertina di “The Great Escape” con degli occhialini che oggi farebbero ridere i polli e quello in una foto di oggi di quelle che accompagnano…

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  • HERBERT, Scale (!K7 / Audioglobe, 2006)

    Non capita quasi mai, ma ci sono dischi in cui il genio di chi li ha composti trabocca da ogni parte. E, cosa ancora più rara, ci sono album in cui le idee, per quanto geniali, non soffocano la musica, ma la accompagnano per rendere le canzoni davvero speciali. In “Scale” succede tutto questo: è…

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  • BARBARA MORGENSTERN, The Grass Is Always Greener (Monika / Wide, 2005)

    Da appassionato di tennis, avevo una passione insana per Steffi Graf. Adoravo il suo servizio meccanico, quel diritto sparato da ogni angolo che assomigliava a un gancio devastante e che compensava il suo rovescio liftato, zoppicante e velenoso. E mi piaceva moltissimo sentirla parlare: una voce calda, sposata alla perfezione con la sua lingua piena…

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  • EINSTURZENDE NEUBAUTEN, Fünf Auf Der Nach Oben Offenen Richterskala (Some Bizarre, 1987)

    Mi sembra giusto portare in evidenza questo disco, troppo spesso dimenticato di fronte ad altri capolavori del gruppo berlinese guidato da Blixa Bargeld, come “Halber Mensch” e “Kollaps”. Eppure Richterskala è importantissimo da molti punti di vista: innanzitutto differisce dal sound degli album a sé precedenti, perchè caratterizzato da tonalità soprattutto basse, dove prima erano…

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  • DADAMAH, This Is Not A Dream (Kranky, 1992)

    L’ascoltatore ignaro che capitasse, per volontà del fato, a orecchie aperte sulle undici tracce che compongono “This Is Not a Dream” dei Dadamah, potrebbe facilmente incappare nell’errore di considerare questo lavoro capitale della musica contemporanea una perla solitaria. In realtà alle spalle del progetto Dadamah risiede il genio di Roy Montgomery che, oltre a una…

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  • ANIMAL COLLECTIVE, Feels (Fat Cat, 2005)

    ANIMAL COLLECTIVE, Feels (Fat Cat, 2005)

    Gli Animal Collective sono tra le creature più importanti che attraversano il suono americano di questo inizio di millennio: ne ero già praticamente certo perlomeno dal 2003, l’anno di “Here Comes the Indian”, tra i più mirabili risultati artistici degli ultimi tempi e non solo nel ristretto campo del cosiddetto pre-war folk e neanche solo…

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  • TALKING HEADS, 77 (CD + DVD, Warner, 1977 / 2006)

    La New Wave sta vivendo, fortunatamente, un periodo di riscoperta pressoché totale, grazie a lungimiranti ristampe dei capolavori che segnarono quella che non ho timore di considerare l’epoca più esaltante della storia della musica rock (sì, ben più importante della psichedelia o del prog, perché capace di metabolizzare tutte le istanze musicali precedenti rileggendole e…

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