• FRANK BLACK, Frank Black Francis (2CD, Cooking Vinyl, 2004)

    “FrankBlackFrancis”, ovvero il presente (passato recente?) che si riappropria del passato storico e lo rilegge, o forse semplicemente lo rivive senza disconoscere l’originale. Ma facendone conoscere i prodromi: l’intento di svelare i retroscena del suono dei Pixies era apparso già chiaro con l’uscita, sempre su Cooking Vinyl, dei cosiddetti “Purple Tapes”, le registrazioni che spinsero…

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  • FRANCK BLACK, Frank Black Francis (2CD, Cooking Vinyl, 2004)

    “FrankBlackFrancis”, ovvero il presente (passato recente?) che si riappropria del passato storico e lo rilegge, o forse semplicemente lo rivive senza disconoscere l’originale. Ma facendone conoscere i prodromi: l’intento di svelare i retroscena del suono dei Pixies era apparso già chiaro con l’uscita, sempre su Cooking Vinyl, dei cosiddetti “Purple Tapes”, le registrazioni che spinsero…

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  • FRANCESCO DE GREGORI, Pezzi (Columbia, 2005)

    Francesco De Gregori è oramai l’ombra di un fantasma che cammina, per usare le sue stesse parole nella storica “Marianna al bivio”, datata 1973. Allora il cantautore romano era appena agli esordi e si cimentava in metriche surreali e invettive scomposte, menestrello contemporaneo alla ricerca della propria posizione. Ora, nel 2005, a trentadue anni da…

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  • BOREDOMS, Seadrun/House of Sun (Warner Japan, 2004)

    Yoshimi vocalizza a più non posso, senza darsi direttive definite, prima di lanciarsi in una nota prolungata che diviene la rampa di lancio per una percussione ritmica complessa, tribale, convulsa ed estremamente sovrapposta tra tamburi, piatti e tintinnii. Mentre la musica sembra tendersi nell’accelerazione continua e spasmodica verso un’esplosione catartica e vagamente jazzata la voce…

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  • AFTERHOURS, Ballate per piccole iene (Mescal, 2005)

    AFTERHOURS, Ballate per piccole iene (Mescal, 2005)

    C’è un punto fondamentale per comprendere in pieno l’ascolto di un album come “Ballate per piccole iene”: il quinto album in studio di Manuel Agnelli e compagnia da quando hanno scelto l’idioma della madre patria per i loro testi è la conferma di quanto già supposto dopo l’uscita di “Quello che non c’è”. Gli Afterhours…

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  • KECH, Join The Cousins (Black Candy / Audioglobe, 2005)

    Il progetto musicale dei Kech, dopo l’esordio promettente “Are You Safe?”, inizia a mostrare i segni inequivocabili di personalizzazione. Se due anni fa si aveva avuto l’occasione per rimarcare la capacità di giocare con il pop rumoroso accostando il nome del quintetto monzese a quello delle Breeders di Kim Deal – e ovviamente il riferimento…

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  • KAISER CHIEFS, Employment (B-Unique, 2005)

    Kaiser Chiefs è una squadra di calcio sudafricana: qui è cresciuto sportivamente Lucas Radebe, bandiera e capitano del Leeds, compagine attualmente militante nella First Division (la serie B inglese) ma protagonista poco più di dieci anni fa di uno scudetto capolavoro grazie alle magie di Eric Cantona. Questo preambolo agonistico serve a introdurre la band…

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  • PATRICK WOLF, Wind In The Wires (Tomlab / Wide, 2005)

    Sono passati poco più di dodici mesi dall’esordio “Lycanthropy”, che aveva ammaliato e non poco per la sua capacità di mescolare la natura nuda e cruda del folk con la modernità oramai quasi vintage di un Atari ed ecco che il ventenne Patrick Wolf torna a far sentire la propria voce. E’ opinione sufficientemente diffusa…

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  • MODENA CITY RAMBLERS, Appunti Partigiani (Mescal / Sony, 2005)

    Non capita poi così spesso di poter ragionare su un album partendo dalla storia del proprio paese: si dice che l’italiano medio ha molta poca memoria storica, e sembrerebbe vero a giudicare dai vergognosi striscioni che compaiono settimanalmente sugli spalti dei nostri stadi di calcio (anche se la nuova legge sportiva, dopo il mastodontico “Roma…

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  • FRATELLI SBERLICCHIO, Discodelirio (Alternative Produzioni / Venus, 2005)

    “Tutta la vita delle società nelle quali predominano le condizioni moderne di produzione si presenta come un’immensa accumulazione di spettacoli. Tutto ciò che era direttamente vissuto si è allontanato in una rappresentazione”. (Guy Debord, La società dello spettacolo, 1967) Può apparire bizzarro avvicinare al nome di Guy Debord, probabilmente il pensatore più lungimirante dell’era moderna,…

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