Share This Article
Il 28 novembre è ucito “HERE“, il nuovo album di inediti di Rbsn, disponibile su tutte le piattaforme digitali e in vinile (ODD Clique / The Orchard).
Con HERE, Rbsn apre un nuovo capitolo artistico, ampliando le atmosfere oscure e psichedeliche di Stranger Days verso sonorità più profonde e sperimentali. Folk, pop, rock ed elettronica si intrecciano in dieci brani che formano un viaggio emotivo tra identità, amore, perdita e rinascita.
Grazie a una produzione curata e collaborazioni di rilievo, l’album alterna energia e introspezione, fondendo lirismo e groove. “HERE” è un’esperienza immersiva che unisce sperimentazione e immediatezza, invitando l’ascoltatore a lasciarsi attraversare dai suoi paesaggi sonori.
«“HERE” è il nuovo punto di partenza e un modo per farmi trovare. Il disco in sé potrebbe essere rappresentato come una mappa, ciascun brano ne esplora una parte. Queste nuove canzoni sono radicate profondamente in ciò che per me rappresenta il songwriting, sia a livello di forma che poetica ed è investigato in maniera differente tra lato A e B. È stato il modo più divertente per esplorare una nuova maturità artistica e sono entusiasta di vedere quale strada può aprire quest’uscita soprattutto a livello creativo. Sono convinto che il mio bisogno principale sia quello di creare una community incentrata su un suono. Mi sento ancora lontano e devo lavorare in primis su di me per conseguire questo obiettivo, ma il disco nasce proprio da questa urgenza, mandare un segnale fuori per scoprire cosa torna indietro.
Alessandro Rebesani, vero nome di Rbsn, classe 1996 e originario di Roma, sviluppa il suo stile tra jazz ed elettronica dopo un percorso di formazione che lo porta a entrare in contatto con la scena musicale inglese, collaborando con Tight Lines, Sofar London e Tate Modern. In Italia si esibisce accanto a artisti come Kiefer, Anna Calvi, The Blaze, Marco Castello, Fabio Rondanini e molti altri.
Nel 2020 pubblica l’EP Soul / Searching, prodotto da Luca Gaudenzi con la partecipazione di Roberto Angelini, e partecipa a festival e programmi come Spring Attitude, Ypsigrock, Propaganda Live, Ricci Weekender e TEDx. Si esibisce anche a Londra e Berlino e collabora con artisti internazionali come James Chatburn, Naima Adams e Nadeem Din-Gabisi.
Nel 2022 diventa il primo e più giovane artista italiano sotto contratto con l’etichetta newyorkese Ropeadope, che pubblica il suo album Stranger Days. Oggi è parte di ODD Clique, collettivo ed etichetta romana dedicata alla scena musicale contemporanea a respiro internazionale.
Per presentare il suo percorso di ricerca musicale, Rbsn si è raccontato attraverso 7 ispirazioni.
Il Pasto Nudo
È un romanzo di William S. Burroughs, molto lontano dalle cose morbide che mi piace leggere di solito, mi fa pensare alla ruggine. È stato un theme sensoriale ricorrente: molti suoni sono metallici e acuti, soprattutto nelle tracce chiave come “Spiritualized”. Contrapporre qualcosa di intimo e spirituale al pasto nudo e alla sua aggressività.
Gli ascolti di quel periodo erano Dylan e Mkgee: mi ha molto ispirato l’estetica e la narrativa di questi due viaggiatori criptici e critici.
Il viaggio
Per scrivere questo disco ho dovuto viaggiare e ho dovuto sentire la solitudine. Credo che una certa necessità di scrivere dei brani potenti nasca in momenti di grande silenzio. Nel viaggio è tuttavia inclusa anche un’accoglienza al ritorno, ed è questo il sentimento che ho provato mentre registravamo questi brani: come se io stessi raccontando i miei viaggi e i miei colleghi partecipassero attivamente al racconto.
Absolutely di Dijon
È un disco che ho ascoltato moltissimo durante la scrittura e ha una qualità meravigliosa: legare le persone nell’ascolto. È una cosa che ho cercato di riprodurre anche nel mio album; da quel modo di cantare ho imparato meglio a collaborare con altri artisti e quello spirito collaborativo mi ha reso molto prolifico nella scrittura. Consiglio Big Mike’s Live di Dijon.
La caverna
Non intesa come quella di Platone, ma la scrivania alla quale ho scritto il maggior numero di brani. Mi ricordo di averne iniziati e finiti quattro, uno dopo l’altro, in una settimana in cui dovevo suonare a Propaganda; ero sempre seduto a questa scrivania, o per la trasmissione o con un progetto aperto che volevo finire. “Small Town Love”, “Things She Likes”, “The Bear”: tutto frutto di una settimana di studio nella caverna.
True Detective / Il Sacrificio di René Girard
Sembrerà strano ma convoglia tantissimi elementi, sonori e non solo, che mi affascinano molto. Mi ha fatto cercare più a fondo, fino a trovare Il Sacrificio di René Girard ed esplorare molti temi densi e anche un po’ spaventosi; serve conoscere anche l’oscurità per fare un po’ di luce.
Cucinare
Sarebbe stupido non dare importanza al rituale di mangiare insieme. Come squadra formata da italiani abbiamo sempre gestito con grande cura questo aspetto, soprattutto nell’ottica di lavorare per tante ore.
Il ristoro fra di noi era sia fisico che spirituale. Buona musica.
Jeff Buckley
Artista che non ho ascoltato molto nei miei anni di formazione, ma più di recente è tornato nella mia vita a più riprese e molte persone me ne hanno parlato in correlazione a ciò che la mia musica ricordava. Sicuramente ho cercato di canalizzarlo durante la scrittura di certi brani ed è una grande ispirazione per me.
Ho addirittura scritto all’allora giovane giornalista che lo intervistò in Italia. Seguire certi artisti ti fa capire la loro energia e magari intravedere ciò che sentivano, un insight molto potente.

