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Tutte le foto sono di Daniele Pedrelli
Il Festival si sposta a Villa Torlonia per i due eventi più attesi
La tredicesima edizione di Acieloaperto giunge, in un percorso districatosi tra nomi internazionali (Manu Chao, Wolfmother) e rivelazioni degli ultimi anni (Marco Castello e Joan Thiele), alle due curve finali: nell’ultimo weekend di Agosto si succedono i Franz Ferdinand, venerdì 29, e Lucio Corsi, sabato 30, nel meraviglioso parco di Villa Torlonia.
Location in grado di triplicare, quanto meno, la capienza della corte della tenuta della famiglia Pascoli dove si erano tenuti i concerti di Wilco, Flaming Lips, Slowdive. Un plauso a Retropop che anche questo giro ha offerto, al netto del discutibile forfait delle Wet Leg, un festival di respiro internazionale, ecosostenibilità, valorizzazione del territorio e degli artisti emergenti.
Ne è perfetto esempio Davide Amati, romano classe ’98 trapiantato a Santarcangelo di Romagna, che dopo aver vinto il Meeting Music Contest si merita di aprire la serata, forte di un album di esordio, omonimo, che vede in produzione Frankie Wah, già negli Afterhours e Little Pieces Of Marmalade. Davide, in trio con Massimiliano Biondi al basso e Daniel Bruni alla batteria, unisce sul palco mondi distanti solo sulla carta, dai Cream a Ivan Graziani passando per Jimi Hendrix e, in una vena compositiva che alterna dolcezza e tentazioni prog, i King Crimson. Brani come “Rabbit”, “Amore Mio Che Fai” e “Campi Elisi” vengono suonati come non ci fosse un domani. Una rivelazione con margini di crescita.



The Molotovs, una bomba pronta a esplodere su disco
Qualche dichetto proposto dal sottoscritto (grazie) ed è la volta del duo più chiacchierato in UK nell’ultimo anno, The Molotovs. I fratelli Cartlidge, Mathew alla chitarra e voce e Issey al basso salgono sul Pepper stage verso le 20, mentre cala il buio e si accende l’entusiasmo. Con Will Fooks alla batteria, sono un fiume travolgente di rock’n’roll, stile e gioventù: Kapranos dedicherà loro “Walk Away”, sottolineandone la “Great attitude!”
Con una setlist che inizia con “More More More” e finisce su “Today’s Gonna Be Our Day”, i due unici singoli pubblicati e a oggi esauriti, i Molotovs incantano con un riuscito mix di punk, mod e brit-pop senza dimenticare l’indie anni zero di Arctic Monkeys e Libertines, specie in “Johnny Don’t Be Scared”. “Get A Life” è uno splendido up-tempo tra Jam e Buzzcocks, mentre “Daydreaming” cita in più punti “The Girl In The Dirty Shirt” degli Oasis.
Il gruppo di Londra, nati come buskers durante il lockdown e finiti ad aprire per Sex Pistols e Blondie, era stato tacciato fin da subito di un revivalismo smaccato, per la presenza di un numero eccessivo di cover nelle loro performances. Alla Torlonia si limitano a “Suffragette City” di David Bowie, a dimostrazione che i tempi sono maturi per un album completo: “Come On Now” e “Wasted On Youth”, graditissime dai fan, immagino non mancheranno. Pronti a esplodere, ce li godiamo intorno allo stage, prima del botto.




Più Ale(x) che Franz, ma il divertimento è garantito
La sensazione è diametralmente opposta quando arrivano i Franz Ferdinand. Il prato colmo di gente accoglie Alex Kapranos e i suoi “moschettieri” con un boato, cui fanno seguito “The Dark Of The Matinée” e “Bar Lonely” che si rivelerà la miglior canzone del nuovo disco The Human Fear. Bob Hardy, unico superstite con Kapranos della formazione originale, Julian Corrie, Dino Bardot e la new entry alla batteria Audrey Tait hanno il pregio di vivacizzare quest’ultimo repertorio più fiacco; il leader dal canto suo è un intrattenitore nato che invita i fan a ballare e cantare durante i tanti must in scaletta (“Do You Want To”, “Love Illumination”, un’infinita “This Fire”).
Per “Take Me Out” chiede di mettere via i telefoni, opprimenti come sempre, e su “Ulysses” fa sedere tutto il pubblico. Belle giocate “Evil Eye” e “No You Girls”, quando l’indie guarda al glam, senza dimenticare “Michael”, da paura: sono comunque ben dieci su venti i pezzi estratti dall’unforgettable double, l’omonimo del 2004 e You Could Have It So Much Better.
Ci si diverte, e tanto: quello che chiediamo ai Franz Ferdinand dal vivo. Non ameremo alla follia “Hooked”, o una “Audacious” in odore di Queen, ma sappiamo che tireranno fuori “The Fallen” o “Jacqueline” (perchè non l’avete fatta?sigh) per esaltarci.
Prima di dire “largo all’avanguardia”.




Le scalette della band di Glasgow e The Molotovs al Parco di Villa Torlonia
The Dark of the Matinée
Bar Lonely
Walk Away
Build It Up
40′
No You Girls
Do You Want To
Night or Day
Evil Eye
Black Eyelashes
Michael
Love Illumination
Take Me Out
Ulysses
Outsiders
Encore: Hooked
Audacious
Darts of Pleasure
The Fallen
This Fire
More More More
Johnny Don’t be Scared
Geraldine
Wasting my time
Wasted on Youth
Newsflash
Suffragette City (David Bowie cover)
Rhythm of Yourself
Get a Life
Daydreaming
Popstar
No Time to Talk
Today’s Gonna Be Our Day
Encore: Come On Now
