[#tbt] Belgio fine anni settanta: la saudade brasiliana nei dischi di Guy Cabay

Il Brasile è uno stato dell’anima: i dischi “brasiliani” di Carwyn Ellis & Rio 18 cantati in gaelico ce l’hanno ricordato recentemente ma già in un passato, che oggi può sembrare remoto, la musica brasiliana ha fatto il giro del mondo diventando fonte di ispirazione per pezzi cantati in lingue apparentemente lontane dalla dolcezza malinconica e allo stesso tempo suadente del portoghese brasiliano. Per esempio, è difficile immaginare dei dischi ispirati alla tradizione musicale brasiliana ma con testi in vallone (lingua romanza parlata in Vallonia, parte sud del Belgio), però esistono: quasi magicamente sul finire degli anni settanta l’etichetta belga Les disques MD di Michel Dickenscheidsassofonista e proprietario di uno studio di registrazione a Ougrée – pubblica dischi come Tot-A-Fêt Rote Cou-D’zeur Cou-D’zos (1978) e Li Tins, Lès-ôtes Èt On Pô D’mi (1979), ovvero tutte produzioni del musicista e compositore jazz Guy Cabay (laureato in musicologia), soprannominato – non a caso –  “il più brasiliano di Liegi”. Ascoltati oggi (e forse anche all’epoca), gli album di Cabay, che negli anni a seguire è diventato professore di storia del jazz, analisi e vibrafono  – adesso in pensione dal 2015 – al Conservatoire Royal de Bruxelles e al Conservatoire de la Ville de Luxembourg, sembrano fuori dal tempo: un’utopia sonora. Pianeti distanti si incontrano e un dialetto come quello vallone, che oggi pochi comprendono, è la porta d’ingresso per entrare in un universo musicale affascinante, senza confini. Non fa quindi strano leggere le seguenti parole in una recente intervista di Cabay al magazine le vif. Focus  «Un giorno, al conservatorio, ho suonato uno dei miei pezzi ai miei studenti, uno dei quali era brasiliano. Gli ci sono voluti cinque minuti per capire che non era portoghese: ‘Mi avevi quasi fregato!’ (ride)». La musica è sempre più forte delle barriere linguistiche e forse, proprio per questo motivo, la parigina Tricatel di Bertrand Burgalat ha pubblicato a giugno di quest’anno la compilation Cabaycédaire: una raccolta di brani provenienti dagli album “brasiliani” (in vallone) – sopracitati – del biennio 78-79. Un recupero prezioso che forse porterà – si spera – anche alla pubblicazione del disco registrato da Cabay a San Paolo (Brasile) nel 2007. Ultimo ma non meno importante: nel brano Julia Deûs del 1979 ci suona Bill Frisell. 

(Monica Mazzoli)