THE ESSEX GREEN, Cannibal Sea (Merge, 2006)

In un catologo già ricco di delizie pop, la Merge Records riconferma gli Essex Green, trio proveniente da Brooklyn. un nome che può suonare nuovo ai più: trattasi infatti del progetto parallelo di Sasha Bell e Jeff Baron dei più noti Ladybug Transistor. Nulla da invidare a quest’ultimi però: gli Essex Green sono la frangia più immediata e lineare del collettivo Elephant 6, amici devoti al folk e allo psych-pop anni ’60 come gli stessi Ladybug Transistor, gli Apples in Stereo e i Neutral Milk Hotel.

Dopo la psichedelia pura di “Everything is Green” e la virata pop dello splendido “The Long Goodbye”, gli Essex Green giungono al terzo capitolo. “Cannibal Sea” è ancora un passo avanti: si attesta su un pop fresco dal taglio psichedelico ma sempre fedele alla melodia, con arrangiamenti irrobustiti, canzoni più mature e una miglior produzione rispetto ai lavori precedenti. “Don’t Know Why (You Stay)” è il brano che centra il bersaglio al primo ascolto, power pop trascinante con tastierina minimale, qualche vigorosa pennata di chitarra distorta e cori che Brian Wilson apprezzerebbe. “Penny & Jack”, la ballata del disco, è un riuscitissimo duetto in cui la dolce voce di Sasha Bell non può che far sciogliere i più romantici; in “Rue De Lis” si passeggia amabilmente tra le ingenue cantilene folk degli Yo La Tengo di “Fakebook” e i tocchi leggeri e sognanti dei Belle and Sebastian di “Like Dylan in the Movies”, mentre “Cardinal Points” stupisce per le chitarre infuocate del finale.

In chiusura, richiami di “When I Cross the Border” di Richard & Linda Thompson nell’elegiaca “Pride” e le più immediate “Uniform” e “Elsinore”, che sembrano canzoni dei The Mamas & The Papas filtrate dai suoni accattivanti tipici di Shins e New Pornographers. Il resto è contorno d’alta classe, suggestive three minutes song immerse in un’atmosfera folk pastorale dalle tinte delicate, dirette e senza troppe pretese.

Certo, potremmo ripeterci fino alla noia che non si tratta di nulla di nuovo. Ed è vero. Eppure in questo “Cannibal Sea” non c’è un pezzo sbagliato, nessuna sbavatura e due voci incredibili. Quindi prima di dire “avanti il prossimo”, perchè non godere della freschezza degli Essex Green, aspettando che sia l’autunno a portarseli via?

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