BOB DYLAN, Pat Garrett & Billy The Kid [O.S.T.] (Columbia, 1973)

Dopo il deludente “Nashville Skyline” Dylan licenzia due album interlocutori e del tutto evitabili come “Selfportrait” e “New Morning”, dimostrazione palese della grave mancanza di ispirazione che ha colpito il menestrello. Si nota soprattutto una voce sforzata che cerca di inseguire stilemi estranei allo schema interpretativo di Dylan: il risultato in alcuni casi sfiora addirittura il ridicolo.

L’occasione per risalire la china gli è data, non a caso, dalla composizione della colonna sonora per il film “Pat Garrett & Billy the Kid”, straordinario western crepuscolare, violento e dalla chiara ispirazione post-romantica e disillusa diretto da Sam Peckinpah. Nel film lo stesso Dylan ha l’occasione di dimostrare le sue doti di attore, recitando il ruolo di Alias e inaugurando così le sue apparizioni sul grande schermo che lo vedranno partecipare a molte opere mediocri, ma anche ad un film sottovalutato come “Ore contate” di Dennis Hopper, e a dirigere addirittura il deludente “Renaldo e Clara”.

La colonna sonora che Dylan scrive per il film è composta da una serie di brani strumentali d’ispirazione country & western che dimostrano il rinnovato interesse del cantautore per le radici del suono americano. I brani, staccati dalla potenza epica delle inquadrature dell’opera di Peckinpah, perdono parte della loro forza d’impatto, ma dimostrano quantomeno che l’ispirazione di Dylan non è del tutto svanita. Un brano come “Turkey Chase” ne è la dimostrazione palese.

E’ impossibile non pensare comunque che questo lavoro sarebbe facilmente caduto nel dimenticatoio se non avesse ospitato al suo interno uno dei massimi successi commerciali di Dylan, “Knockin’ on Heaven’s Door”. Era dai tempi di “Blowin’ in the Wind” che un brano di Dylan non dimostrava una tale presa sul pubblico, ma mentre lì si trattava di risvegliare le coscienze e di lanciare slogan contro i potenti del mondo, qui la canzone è il resoconto amaro e disilluso di uno sceriffo, ex bandito ormai invecchiato, ingrassato, che ha davanti a sé il suo passato (l’amicizia con Billy the Kid) nel quale riflette la sua immagine. “Mama, take this badge off of me, I can’t Use it Anymore”, affermazione massima di sconfitta e accettazione della propria soluzione.

La poetica di Dylan si adagia perfettamente su quella di un autore controverso come Peckinpah. Un importante passaggio nella carriera di Dylan, che riesce finalmente a lasciarsi alle spalle il confronto con il suo periodo d’oro e a trovare nuovi spunti nel presente.

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