SOUTH, From Here On In (Mo’ Wax, 2001)

Molto interessante il debutto di questo trio inglese composto, per la cronaca (o, chissà, per la storia), da Joel Cadbury, Jamie McDonald e Brett Shaw, tutti valenti polistrumentisti. La loro appartenenza alla Mo’Wax potrebbe sviare il potenziale compratore, essendo appunto la Mo’Wax una label per lo più specializzata in musica elettronica e derivati. Qui, a parte alcuni episodi decisamente irrilevanti (“Broken Head I/II/III”), la parte del leone è lasciata alla cara vecchia chitarra, acustica od elettrica che sia, ben amalgamate in un impianto classico che sovente prende direzioni free inattese quanto piacevoli. Non mi sembra comunque che questi South del Nord (ma anche lì c’è sempre un Sud…) possano essere inscritti di diritto al NAM (New Acoustic Movement) così up-to-date negli ultimi tempi; “From Here On In” è un album vario, pur restando quasi sempre nell’ambito della ballata, tirata, vagamente psichedelica ed un pizzico noiosa come in “Recovered Now” oppure, e più spesso, intimista e scarna come la bella “By the Time You Catch Your Heart” o completa di violini e violoncello (“Southern Climbs”, rilevante anche l’interpretazione vocale).
Il fattore affascinante e piuttosto sfuggente nel South Sound risiede come già detto in alcune improvvise “reprise” che destabilizzano l’ascolto, inserite quasi come ad evitare forme di eventuale torpore nel consumatore (scusate la parolaccia) e soprattutto in una latente durezza e distanza che caratterizza anche le composizioni più delicate. Forse il drumming secco, “inscatolato” e spruzzate di tastiere cosmiche costruiscono questo piccolo muro emotivo che diventa la carta vincente e straniante del gruppo inglese. Esempio massimo di ciò che ho appena detto è la stupenda “Paint the Silence”, picco creativo del disco con la sua progressione impressionante che sgorga in un ritornello di rara bellezza ed incisività. Notevole è anche la successiva “Keep Close”, un pezzo che sarebbe un meraviglioso vestito nuovo per un certo Noel Gallagher (se solo s’impegnasse un pizzico a staccarsi dallo stanco mainstream attuale). Aspettiamoci dunque positive conferme da questo trio, ed intanto godiamoci senza riserva “From Here On In”.

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