LA CRUS, Dentro me (Wea, 1997)

“Dentro me”, il secondo disco dei La Crus, esce due anni dopo l’esordio e rappresenta una crescita notevole del gruppo. Abbandonati i rumori industriali e le asprezze del primo lavoro, il gruppo presenta una raccolta di brani più curata nei dettagli, più precisa, meglio messa a fuoco. Un connubio perfetto tra tradizione e modernità, tra forma canzone e tecnologia. Un disco costruito in modo particolare sulle chitarre acustiche, fatto di suoni essenziali eppure ricco di idee e impreziosito dal contributo dell’Orchestra Nazionale Bulgara.
Come sempre nell’esperienza del gruppo sono fondamentali le canzoni, malinconiche e profonde, avvolgenti e intime, messe al centro di tutto il disco.
Canzoni splendide. Sin dall’iniziale “Per Mano”, affidata agli arpeggi di chitarra acustica e con di Cristina Donà ai cori, si incontrano emozioni intense. Così accade per la rilettura di “Dentro me” dei Detonazione, un brano che scava profondo, ma soprattutto per quel gioiello che è “Come Ogni Volta”, una ballata che si distende, cresce e ti sommerge di emozioni. Una canzone che recita “Sei l’inverno in fondo al cuore, sei l’estate che non c’è, tu sei la via che passa dentro me”, e ti fa correre i brividi lungo la schiena.
Basterebbe anche solo un pezzo così bello a fare di questo un disco imperdibile. Tuttavia non si esauriscono qui le sorprese dei La Crus. Lo stesso splendore si incontra nel delicato racconto acustico di “Inventario” e in quell’affascinante poesia che è “La finestra di casa mia”. Strade diverse sono percorse nel seducente blues “Qui vicino a te”, con Manuel Agnelli ospite alla chitarra, e in “34 anni”, sorretta dalle fisarmoniche.
E poi compaiono momenti di furia tecnologica, l’incredibile versione di “Dragon” di Paolo Conte e la nervosa “Correre”.
Il cerchio si chiude con la fragile melodia di “Ninna Nanna”, dolcemente appoggiata sulla chitarra acustica. Un disco intimo e intenso.

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