• Matteo Maioli Awards 2024

    Matteo Maioli Awards 2024

    Drahla, Nada Surf e il ritorno del Cesena in serie B nel 2024 del Maioli.

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  • Matteo Maioli Awards 2023

    Matteo Maioli Awards 2023

    Il 2023 del Maioli tra Wednesday, Robyn Hitchcock, Heavenly e le xilografie giapponesi.

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  • Matteo Maioli Awards 2022

    Matteo Maioli Awards 2022

    Il Maioli premia Fontaines DC, Beck, The Lings.

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  • Matteo Maioli Awards 2021

    Matteo Maioli Awards 2021

    L’award 2021 del Maioli va a Qlowski, Mudhoney, Jesus And Mary Chain.

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  • Matteo Maioli Awards 2020

    Matteo Maioli Awards 2020

    TOP 75 ALBUM Ispirandomi alla review di Uncut ho scelto settantacinque titoli. Questo perchè, in assenza di concerti e festival, nel 2020 si è ascoltata (ed è stata prodotta) molta più musica in supporto fisico: esemplari le tre pubblicazioni di Malcolm Catto degli Heliocentrics e i due album dei Sault usciti nel giro di pochi…

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  • Matteo Maioli Awards 2019

    Matteo Maioli Awards 2019

    “Like why you get so scared Of the fragile weak and weird We’re a nation in reverse, Trapped inside your hearse And we’re all fucking morons, Don’t you know it’s true We’re all fucking morons, My finger’s pointing straight at you” David Feck of Comet Gain, 2019 SIDE A: BEST OF 2019 Quest’anno i miei awards…

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  • Matteo Maioli Awards 2018

    Matteo Maioli Awards 2018

    Volge al termine un anno contrastante su vari fronti. Tra accadimenti socio/politici (italiani e soprattutto esteri) e drammi di tutti i giorni la musica si è fatta spazio a colpi di punk, “revival” psichedelico e canzone d’autore, con la Gran Bretagna ideale centro della nuova rivoluzione…almeno per quel che riguarda la seguente lista. Dagli inossidabili…

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  • Matteo Maioli Awards 2017

    Matteo Maioli Awards 2017

    TOP 20 ALBUM 1. GRIZZLY BEAR, “Painted Ruins” (RCA) Scrittura e arrangiamenti sopraffini a livello dei precedenti capolavori. Un’attesa da “Shields” ripagata alla grandissima. 2. THE MAGNETIC FIELDS, “50 Songs Memoir” (Nonesuch) Storie di vita in musica dagli anni sessanta a oggi. 3. SPINNING COIN, “Permo” (Domino) Esordio coi fiocchi per i cinque glaswegiani, capaci…

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  • Matteo Maioli Awards 2016

    Matteo Maioli Awards 2016

    Rattoppa il cielo: un buon proposito nato in questo 2016 e valido per il futuro. Dalla mente di chi conosce gloria a distanza di trentacinque anni – o giù di lì – dal suo esordio nel mondo della musica. Rimettendosi in gioco senza proclami e con dodici canzoni da urlo. Oltre a Bob Mould sono…

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  • Matteo Maioli Awards 2015

    Matteo Maioli Awards 2015

    Il rock è morto? No. I migliori album dell’anno secondo Matteo Maioli

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Se potessi ripercorrere in un attimo, nuotando controcorrente, le rapide di questo fiume oramai giunto al suo estuario, nella estrema fissità di questo mio prossimo viaggio nella noia orizzontale, sceglierei gli anni in cui la volta celeste non era altro che un enorme lenzuolo fatto a cielo e la luna una palla polverosa gettata nel vuoto e catturata con le unghie dall’egoismo del pianeta Terra. E noi, bimbi, cadevamo con essa per sempre, aggrappati in un infinto sprofondo gli uni agli altri, grazie a un gomitolo di lana nera. I grandi dimenticarono in fretta di avere un mondo con certe stelle enormi, sopra il capo, da osservare, mentre noi sacrificavamo la nostra noia migliore per costruire ponti sospesi nello spazio che ci allacciassero a un’agognata luna. La dipingemmo butterata e funesta, con maremoti sulla superficie di un ponto che non era mai tranquillo, ma tutta una schiuma fremente di gorghi e mostri marini. Nuovi esseri di ordinaria malinconia calpestavano un tappeto soffice come zucchero filato sparso su una teglia, in cui si radicavano piante cresciute dolci come torroni. Altre volte immaginammo un balzo da gigante come in mongolfiera, le tante mongolfiere tipiche di una domenica d’estate, un balzo che ci consentisse di fuggire all’avarizia terrestre e alle sue costrizioni. In anni in cui razzi enormi arrugginivano in volo, pensammo a uno sgangherato proiettile cavo sparato negli occhi della luna come nei film dei Meliès, in cui potessimo accovacciarci per il viaggio, assieme ai nostri migliori amici. Ma poi venne il tempo di un leggero disincanto, e, anche sognando a occhi aperti, non potevamo far altro che immaginarci tute e scafandri e missili scagliati a violentare qualche nuovo cielo. E poi, al ritorno, schivare incredibili uragani e tempeste, per posarci placidamente in un mare che ci accogliesse come un telo. Eravamo certo molto giovani e molto felici e pensavamo, con rabbia, di non dover invecchiare mai. (Matteo Marconi) Le puntate precedenti Back To The Future Vol. 9 - Stuart Adamson morì nel 2001 e nessuno ne parla più Back To The Future Vol. 8 - I Vines e il Verona dell'84-'85 Back To The Future Vol. 7 – “I figli degli operai, i figli dei bottegai!” Back To The Future Vol. 6 - Ekatarina Velika (EKV) Back To The Future Vol. 5 - Gli Air sul pianeta Vega Back To The Future Vol. 4 – “Stay” e gli angeli degli U2 Back To The Future Vol.3 - La lettera dei R.E.M. e di Thom Yorke Back To The Future Vol. 2 – Massimo rispetto per i metallari (1987-89) Back To The Future vol. 1 – L’estate di Napster 14 settembre 2010