Ci sono momenti in cui proprio non hai voglia di uscire di casa. Stai a fissare le ragnatele sul muro, i poster che si stanno scollando dalle pareti, incapace di reagire. Sono quei momenti in cui gli amici cercano di trascinarti fuori casa, e magari ci riescono pure; poi però torni nella tua stanza e…
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Appena un anno fa, i newyorchesi Fever si erano candidati come band più inutile di sempre autrice del disco più brutto di sempre, “Red Bedroom”. Ora cambiano completamente le carte in tavola, passando dal punk-funk ad un’eterogenea dimostrazione del fatto che loro, la musica, la ascoltano eccome. “In The City Of Sleep” dura quasi un’ora…
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Passi gli anni ad ascoltare decine di magnifici dischi di musica elettronica, spingendo sempre più lontano il pregiudizio che la macchina è sinonimo di freddezza. Ti torna in mente Björk, quando dice che piegare un oggetto freddo alla tua volontà e dargli umanità è la parte più bella della creazione. Oppure ricordi i molti dischi…
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Quale interesse possa suscitare, nel 2006, un disco di un guru minore del power-pop e dell’ex golden girl del Pasley Underground, per di più composto da cover sixties e seventies di pezzi noti e stranoti, potrebbe essere un buon argomento di discussione. Una discussione che verterebbe attorno ad un nulla fatto di seghe mentali e…
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Quale interesse possa suscitare, nel 2006, un disco di un guru minore del power-pop e dell’ex golden girl del Pasley Underground, per di più composto da cover sixties e seventies di pezzi noti e stranoti, potrebbe essere un buon argomento di discussione. Una discussione che verterebbe attorno ad un nulla fatto di seghe mentali e…
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Se ha un senso parlare di psichedelia al giorno d’oggi, è anche grazie a gente come Dead Meadow, Warlocks, Brian Jonestown Massacre e, sopratutto, Ben Chasny. Sia come Comets on Fire che come Six Organs of Admittance, l’artista americano si è prodigato al culto e alla riscoperta della rarefazione, della dilatazione e della staffilata elettrica.…
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Tunng, fa la corda di nylon pizzicata da un’unghia. Tunng, fa il macchinario con tutti quegli strani filamenti colorati. Il duo inglese non avrebbe potuto azzeccare nome migliore per descrivere questa musica: un suono talmente fuori dall’attuale da avere l’odore del vinile e la memoria di camicie hippie; un suono talmente moderno da captare segnali…
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Premessa: chi riesce a intitolare un album “Impeach my bush”, giocando su doppi sensi politico/sessuali, per me un po’ di genialità, da qualche parte, la deve avere. E Peaches è così: non passerà mai alla storia per la musica che fa (che in fondo è davvero robetta di poco conto), ma per quello che fa…
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Tra tutti i gruppi che in Italia cercano di riproporre gli scenari di una certa scuola di pensiero della musica rock americana, i Mosquitos sono quelli che riescono a farlo con la maggior perizia e passione. Per quello che è il loro terzo disco – segue “Electric Center” del 2004 e “I Only Use Guns…
