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Vecchie leggende e maledizioni
Oltre a farmi piacere, mi regala una strana sensazione di familiarità incontrare nuovamente, dopo tanti anni, un disco nuovo dei Movie Star Junkies. Ma ero io che avevo smesso di seguirli dopo Sons of Dust. Era il 2012. Loro in realtà sono andati avanti, lentamente, facendosi vivi dal fondo della cripta solo quando era ora. Evil Moods e Shadow of a Rose portavano avanti la leggenda del complesso italiano più nero. Nel senso di voodoo. Punk e blues, r’n’b e bluegrass. Due anni fa è stato un singolo, Boy, Life is Chaos, che così senza preavviso mi aveva ridestato e ricordato delle vecchie leggende e maledizioni.
Danza su un letto di ossa
Poche settimane fa è uscito invece il disco nuovo, Walk On Bones. Più o meno quello che il titolo promette: una danza sghemba, sarcastica a tratti, su di un letto di ossa, vecchi sacrifici, vecchi misteri. Un po’ meno rasserenato delle prove più recenti, sulla distanza dei dodici pollici. Hard to Beat, ad esempio, è selvaggia, implacabile e anarchica. Melvilliana. Loro maledetti, come lo erano ai tempi di quell’esordio fenomenale. Fa un’impressione particolare pensare che sono passati diciotto anni. Più tempo passato significa meno irruenza e meno spigoli, però anche più storie da raccontare, più demoni. Somewhere Below ne racconta alcuni, sotto la superficie dell’oceano, come fosse una ballata marinaresca. Così come Behind the Hills sembra riferirsi a qualcosa non troppo lontano, forse tra i boschi.
Il buio che resta, e le luci che si accendono
Quando cala il buio (When the Night Comes) c’è ancora da avere paura, eppure sulla lunghezza del disco c’è modo anche di rasserenarsi. Sandra ed In Circles sono due scampagnate, forse volutamente pensate l’una dopo l’altra, al centro dell’album, per spezzare la presa a male. Non abbiate paura, comunque, ad affrontare Walk On Bones, potrebbe sembrarvi meno abissale di come lo descrivo. Dipende dalla suggestione, o da quanto si abbia intenzione di andare a fondo. Comunque, si consiglia sempre una buona dose di ironia, qualora ad un crocicchio si dovesse incontrare un mastino nero ed un buffo demone.
70/100
(Lorenzo Centini)

