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Il cinema dei Gnarls Barkley riapre dopo 18 anni
Ora i film vengono proiettati in digitale, nei cinema, ma una volta nella sala proiezioni veniva usata la pellicola, che quando veniva messa sul proiettore possedeva il “tipico fruscio cinematografico”. Lo stesso che, come in passato, utilizzano i Gnarls Barkley per introdurre ogni brano del loro nuovo album, “Atlanta”, come a dire: lo spettacolo inizia, prendete posto.
Ed era davvero tanto tempo tempo che non entravamo nel “cinema dei Gnarls Barkley”: diciotto anni, per la precisione. Chiaramente, i due non sono rimasti nel frattempo con le mani in mano: entrambi hanno avuto progetti paralleli, CeeLo Green si è dedicato alla carriera solista con quattro album, oltre ad aver collaborato con la vecchia band dei Goodie Mob; Danger Mouse ha formato i Broken Bells con James Mercer dei The Shins e ha sempre lavorato molto come produttore (tra gli altri, The Black Keys, Norah Jones e Portugal. The Man).
“Atlanta”, tra nostalgia e classe senza tempo
Ora, questo terzo capitolo della serie arriva a distanza di moltissimi anni, come abbiamo detto, ma non ci lascia il tempo di gustarcelo che sappiamo già che sarà (o meglio dovrebbe essere) l’ultimo step, l’uscita di scena di questo duo fantastico. Un album dedicato alla loro città, Atlanta, proprio per necessità.
Quando i Gnarls Barkley si affacciarono sulle scene, negli anni Zero, furono davvero una reinvenzione del soul. Quando li vedemmo a Italia Wave nel 2008, fecero una grande impressione, per la loro capacità di essere catchy, moderni e classici allo stesso tempo. Questo loro modo di reinventare il sound è presente ancora oggi, però, l’effetto sorpresa è naturalmente diminuito. Resta la classe.
Una trilogia soul che si chiude come una saga
In alcuni pezzi (“Turn Your Heart Back On”), sembra di essere ancora ai tempi dello spot della Omnitel/Vodafone con “Crazy” che risuonava ovunque, mentre una canzone come “Perfect Timing” inserisce invece scelte stilistiche innovative, con degli strani stop and go marcati da suoni particolari. Ci sarebbe stato bisogno forse di più coraggio del genere, ma in fondo i Gnarls Barkley saranno il classico del futuro, anzi sono già diventati soul tradizionale, per cui va bene così.
E se la loro storia rimarrà fatta di tre album, beh, la trilogia è la saga cinematografica perfetta.
70/100
(Paolo Bardelli)

