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«La musica non è […], come altre arti, l’immagine delle idee, bensì immagine della volontà stessa, della quale sono oggettit๠anche le idee. Perciò l’effetto della musica è tanto più potente e insinuante di quel delle altre arti: imperocché queste ci danno appena il riflesso, mentre quella esprime l’essenza», scriveva Schopenhauer nel saggio Il mondo come volontà e rappresentazione (1819). Per il filosofo tedesco la musica è l’immagine diretta della volontà ed esprime l’essenza stessa delle idee: And So It Is, disco di debutto di Aaron Shaw (uno dei musicisti più attivi della scena jazz losangelina degli ultimi anni), ha una potenza espressiva così forte che è difficile non pensare al pensiero schopenhaueriano sulle arti e la musica. Shaw – uno dei friends di Carlos Niño², nonché presente con il suo sax in FaceTime (2023) di Billy Woods &Kenny Segal, in 2SEATER (2015) di Tyler, The Creator e in tanti altri progetti come l’esordio discografico di Qur’an Shaheed (2020) – si approccia alla composizione musicale come mezzo di fuga dalla realtà: nel 2023 – all’età di 27 anni – gli viene diagnosticata una grave insufficienza midollare e nella frenetica corsa tra ospedali, esami medici (biopsie del midollo osseo, endoscopie) e terapie/cure di vario tipo, la scrittura musicale diventa una via d’uscita. Gli otto brani pubblicati in And So It Is sono la rappresentazione dell’idea di pace, tranquillità desiderata dal musicista californiano:«Volevo trovare un luogo di felicità e volevo trovare un luogo di risarcimento nella mia anima, per ciò che avrei dovuto affrontare e superare», racconta – in una recente rivista radiofonica – ai microfoni di LeRoy Downs sulle frequenze di KCRW (link virgolettato dal minuto 9:16). Il titolo, And So It Is (tradotto in italiano: E così sia), vuole richiamare l’infanzia di Shaw vissuta come periodo di beatitudine: è una frase ricorrente nelle canzoni che da bambino sentiva, quando frequentava la chiesa di O.C. Smith, la losangelina The City Of Angels Church (si veda sempre l’intervista di LeRoy Downs, citata poc’anzi).
And So It Is: la musica come liberazione dal dolore e rinascita
Il percorso musicale tracciato da Shaw è di liberazione e di trascendenza (nel senso latino del termine, transcendĕre ossia oltrepassare): il disco, prodotto insieme a Carlos Niño,èuna catarsi, un’azione liberatrice dal dolore: andare oltre le sofferenze fisiche, spingersi oltre i limiti alla ricerca di nuovi spazi sonori che possano spostare gli equilibri della propria interiorità: per esempio, quando sul suo profilo Instagram, Shaw parla della creazione di un brano come Echoes of the Heart (il secondo singolo che ha anticipato l’uscita dell’album), sottolinea l’importanza di costruire un luogo di pace per se stesso e di come questo tentativo di superamento degli ostacoli fisici, mentali, creativi l’abbia portato a una crescita musicale: «creare questo pezzo non solo mi ha dato un po’ di pace ma mi ha anche spinto ad approfondire la mia conoscenza degli strumenti a fiato. Le sfumature e le tecniche complesse richieste mi hanno portato a nuove intuizioni su ciò che è possibile, permettendomi di crescere come artista». L’approccio di Shaw allo strumento, al flauto contralto e al sax tenore (principalmente), è di dialogo, di sperimentazione, di continua scoperta (nuove posture, tecniche e strumentazione), un veicolo per viaggiare: in Jubilant Voyage suona flauti in ceramica, metallo ed è un viaggio di contrasti; The Path to Clarity è un gioco di sovrapposizioni, stratificazioni e di flussi sonori, Shaw sovraincide le sue parti strumentali (flauto contralto e clarinetto basso) che anche grazie alla collaborazione e all’effettistica del chitarrista Nate Mercereau diventano suoni che sembrano trasmessi da un altrove lontano e indecifrabile; Heart of a Phoenix con i suoi nove minuti e mezzo è, invece, l’apice spirituale del disco: un concerto in cui Shaw e l’ensemble di musicisti che lo accompagnano nel brano (Alex Smith alla batteria, Carlos Niño alle batteria e percussioni, Kiernan Weggler al violoncello, Merci B all’arpa, Lawrence Shaw al contrabbasso, Sam Reid al piano, Dwight Trible nell’intervento vocale a metà pezzo) dipingono rotte ondivaghe, fluttuanti dove la fine si confonde con l’inizio. Nel 2020 Aaron Shaw e suo fratello Lawrence definivano la propria proposta musicale – insieme form(av)ano i Black Nile – come la “musica di adesso”: «ha le radici nel jazz ma va oltre i confini del genere», dicevano. And So It Is si spinge ancora più avanti, se possibile, è il suono di chi rinasce dalle proprie ceneri come una fenice. ¹oggettità: secondo il pensiero di Schopenhauer, il determinarsi e l’oggettivarsi della volontà nel mondo della rappresentazione ²Aaron Shaw ha suonato in diverse produzioni dei Carlos Niño & Friends: More Energy Fields, Current del 2021, (I’m just) Chillin’, on Firedel 2023 (è nel brano con il featuring con Kamasi Washington), Placenta del 2024 e Saul Williams Meets Carlos Niño & Friends At TreePeople del 2025.(Monica Mazzoli)

