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#Lineanota
Quando fai parte di qualcosa, può essere difficile rendersi conto di quanto sia diventata grande. Ci sei immerso. Le persone guardano da fuori e dicono: “Mio Dio, questo è un posto in cui sta davvero accadendo qualcosa di importante”. Ma tu non pensi che stia succedendo niente di particolare. Sei troppo occupato a spazzare i pavimenti. HILLY KRISTAL, proprietario del CBGB
Il CBGB era un luogo che non solo permetteva ma incoraggiava l’espressione di sé, e le band che suonavano lì avevano molte idee da esprimere. Pensavamo che il CBGB sarebbe stato per noi quel che il Cavern Club di Liverpool era stato per i Beatles, e non ci stavamo sbagliando. CHRIS FRANTZ, batterista dei Talking Heads
Questa non è una discoteca, ma il tempio del punk
Stringiamo finalmente tra le mani, grazie alle Edizioni Interno4, un libro che credevamo andato perso e di valore inestimabile per gli amanti del rock’n’roll. La storia del CBGB di New York, raccontata da chi lo ha animato, gestito e vissuto dal 1973 al 1988 – nella nuova edizione ampliato fino al 17 Ottobre 2006, la triste data di chiusura del locale.
La penna di Roman Kozak è il tramite per gli aneddoti innanzitutto di Hilly Kristal, un uomo di grande operosità e risolutezza. Non solo gestore del club al 315 di Bowery Street ma anche direttore artistico, impresario, agente, musicista egli stesso e appassionato di Country (CBGB è acronimo di Country Blue Grass Blues: eppure destino vuole che questi generi siano stati suonati da altre parti).
Ci sono poi le più svariate testimonianze, regolate da un indice dei personaggi. Qui risiede tutta la forza e la bellezza del libro: ben prima di “Please Kill Me” di Gillian McCain e Legs McNeil (1997) o di “Meet Me In The Bathroom” di Lizzy Goodman (ma siamo già in tempi recenti), Roman Kozak apre la strada (imperfetta? dice Frazzi) del racconto orale, coinvolgendo tra gli altri Joey Ramone e Dee Dee Ramone, Clem Burke e Chris Stein dei Blondie, David Byrne, Richard Hell e Richard Lloyd dei Television, Lenny Kaye del Patti Smith Group, Robert Christgau del Village Voice e Ira Robbins del Trouser Press, cui spetta anche l’ingrato compito di narrare gli avvenimenti che portarono alla chiusura del “tempio del punk”.
Tanti gli episodi spassosi e borderline (il solo capitolo incentrato sui Dead Boys vale l’acquisto) o le curiosità ignote ai più (ad esempio il furto dell’impianto audio avvenuto nel 1982), ma anche i profili dietro le quinte come Merv e i familiari stessi di Kristal. Dalla gloria e le esagerazioni del punk alla normalizzazione dell’hardcore nel decennio successivo, con in mezzo la rivalità verso il Max’s Kansas City o il Riz, un tentativo fallito di aprire una sala concerti da quasi duemila posti, un senso di unione e amicizia tra band, giornalisti e persone in cerca di nuova musica.
Un’edizione arricchita da fotografie inedite e racconti dei nostri artisti “in trasferta”
“This Ain’t No Disco: The Story of CBGB” è rinato nel 2024 a nuova vita, partendo dall’introduzione di Chris Frantz dei Talking Heads per arrivare a una selezione di fotografie mai pubblicate prima di Ebet Roberts; graditissima, ed era già presente, la discografia degli artisti con i titoli pubblicati nel momento in cui suonavano effettivamente nel club. In fondo all’articolo ne ho estratti una cinquantina da gustarsi premendo play.
Ma questo è nulla se confrontato con l’uscita italiana, che include aggiornamenti grafici di Matteo Torcinovich (Red Star Press, Accademia di Belle Arti di Venezia) focalizzati sui volantini dei concerti. Fiore all’occhiello è però il capitolo inedito sviluppato da Luca Frazzi, che traduce anche il libro, con interviste a tre artisti nostrani che hanno avuto la fortuna di esibirsi al CBGB: Antonio Cecchi, chitarrista dei CCM, Roberto “Tax” Farano, chitarrista dei Negazione, e infine Mauro Codeluppi, voce dei Raw Power.
Ulteriori motivi, se ce ne fosse bisogno, per regalarvi un pezzo di storia della musica.
Questa non è una discoteca. La storia del CBGB
- Editore : Interno4 (Novembre 2025)
- Lingua : Italiano
- Copertina flessibile : 256 pagine
- Titolo Originale : This Ain’t No Disco: The Story of CBGB (Faber & Faber, 1988)
- Copyright : Reed Business Information Inc.
- Traduzione dall’Inglese: Luca Frazzi
- Prezzo: 24 Euro
Bio dell’Autore e del curatore
Roman Kozak (1948-1988) ha lavorato per il quotidiano The Daily American a Roma e poi si è trasferito a New York, dove è diventato redattore di Billboard (1973-1983). Ha scritto per The Music Paper ed è stato redattore associato di Old Manhattan News e editore della rivista Rock Photo. Nel 1987 ha scritto una sceneggiatura intitolata The Bomb.
Luca Frazzi (Fidenza, 1966) si occupa da sempre di rock, in particolare di punk e new wave, ed è un giornalista di riferimento per questi generi musicali. Attualmente collabora con Rumore e dirige la fanzine Gimme Danger. Le sue ultime pubblicazioni sono i due volumi speciali “100 dischi essenziali new wave e postpunk italiani” e “100 dischi essenziali punk italiani 1977/1982”.

