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Venerdì scorso, 24 ottobre 2025, il Locomotiv Club di Bologna ha ospitato l’energia travolgente di corto.alto. L’artista, non ancora trentenne, il cui vero nome è Liam Shortall, è un polistrumentista, compositore e produttore di Glasgow che rappresenta una delle espressioni più recenti, esplosive e innovative del nuovo jazz made in UK.
Bologna Jazz Festival
L’evento è avvenuto nell’ambito del Bologna Jazz Festival. La rassegna da qualche tempo ha dimensioni tali da essere indiscutibilmente di primo piano in Italia. Ciò che ne apprezziamo particolarmente, al di là della capacità di coinvolgere importanti artisti già ben affermati nel panorama internazionale del jazz classico, sono la sua varietà e la sua apertura alle cose nuove. Di fianco ai grandi nomi che spesso si esibiscono nei teatri più prestigiosi della città, BJF organizza tanti eventi in luoghi piccoli, con giovani artisti emergenti, in contesti in cui il jazz viene fuso con diversi generi adiacenti. La direzione artistica della rassegna riesce ad accostare il classico all’innovazione più audace. E’ in questo contesto di innovazione che abbiamo ritrovato corto.alto; nelle prossime settimane non mancheranno altre occasioni di rimanere a bocca aperta davanti a sorprese musicali che non ci si aspettava potessero essere così interessanti, quindi … restate sintonizzati su Kalporz per saperne di più!
La Rivoluzione del Jazz firmata corto.alto
Corto.alto non è solo un musicista jazz; è un vero e proprio architetto sonoro che sta contribuendo a ridefinire i confini del genere. Il suo approccio è talmente innovativo da spingere il jazz in una fusione viscerale con altri generi musicali, creando quello che viene giustamente definito Future Jazz.
Nel suo disco d’esordio, “Bad With Names”, dimostra un talento sbalorditivo non solo come strumentista (trombone, chitarra, basso, synth, tuba, percussioni) ma anche nell’improvvisazione incisiva e, soprattutto, nella produzione elettronica sottile che amalgama il tutto. La sua musica è un potente melting pot di improvvisazione jazz, produzione elettronica, broken beat, dub e influenze hip-hop. La sua esibizione al Locomotiv ha offerto al pubblico groove, fiati, vibrazioni spirituali e una carica energetica ineguagliabile.
Tour Mondiale e Grandi Palchi
Il talento di Liam Shortall è innegabile e la sua rapida ascesa ne è la prova. Abbiamo avuto modo di vederlo crescere, in Italia, negli scorsi due anni, in diverse occasioni. Ricordiamo due live in cui ci aveva già impressionati: nella scorsa edizione del Bologna Jazz Festival ha eseguito una performance davvero coinvolgente allo Sghetto; era poi stato nel Monferrato, nell’agosto del 2024, al Jazz:Re:Found, un boutique festival che rappresenta al meglio gli artisti della sua scuola e della sua generazione. Corto.alto sta attualmente portando la sua musica in un tour internazionale che lo vede esibirsi in festival e club rinomati in tutta Europa e oltre. Solo pochi giorni prima di Bologna, il musicista scozzese ha tenuto il suo concerto in un locale di fama mondiale a Londra: il KOKO a Camdentown, un sold-out, a testimonianza del suo status di artista di punta nella scena contemporanea.
Il tour attuale include tappe importanti come Roma, Heidelberg (Enjoy Jazz 2025), Amburgo (ÜBERJAZZ 2025) e Praga, ma anche date oltreoceano in Australia, confermando la portata globale del suo sound. Dopo due date in Australia rientrerà in UK, ma subito dopo ha già fissato un paio di date negli Stati Uniti e siamo davvero curiosi di sapere come sarà accolto a New York e a Los Angeles fra Marzo e Aprile 2026.
Ecco le foto che ho scattato al concerto.













Il Collettivo di Apertura: Orange Combutta
Ad aprire la serata è stato il collettivo italiano Orange Combutta, un’ottima scelta per preparare il terreno alla sperimentazione. Originari di Bologna, gli Orange Combutta sono un collettivo d’improvvisazione diretto da Giovanni Minguzzi (batteria) e Mattia Dallara (live electronics). Il loro sound è un caleidoscopio di innovazione che spazia tra jazz, library music e richiami hip-hop.
Il loro approccio, che fa della sperimentazione il proprio respiro, incorpora anche l’uso di strumenti non convenzionali come molle e giocattoli, creando mondi sonori inaspettati. L’ensemble ha presentato il suo secondo album, “Oka.pi”, dimostrando grande bravura e la capacità di trasportare il pubblico attraverso improvvisazioni e omaggi a grandi compositori come Alessandro Alessandroni e Piero Umiliani. Il loro set ha messo in evidenza l’eclettismo e l’energia della nuova scena musicale italiana, in perfetta sintonia con lo spirito innovativo di corto.alto.
Al concerto del Locomotiv hanno partecipato Giovanni Minguzzi alla batteria e percussioni; Mattia Dallara, live electronics; Vincenzo Vasi, theremin, voce, giochini e altre magie; Davide Tardozzi, chitarra; Lorenzo Serasini, basso.
Ecco le foto.








