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«La musica ci mette in comunicazione col moto dell’universo e col nostro proprio movimento interno» recita un estratto dall’incipit prima edizione (anno 1955) di Scatola Sonora, raccolta di scritti musicali di Alberto Savinio (pseudonimo di Andrea Francesco Alberto de Chirico). In Still Forms in Air la musicista elettronica, compositrice e sound designer Francesca Marongiu – romana ma di stanza in Toscana – ha fatto una sintesi sonora della spazialità delle città da lei vissute nell’ultimo periodo, «i luoghi in cui ho vissuto e percorso negli ultimi dieci anni hanno plasmato il disco, un senso di cristallizzazione nonostante il turismo e il costante cambiamento. […] Molte città […] sono architettonicamente quasi invariate rispetto a 30-40 anni fa, quindi guardando fuori dalla finestra si potrebbe facilmente pensare di essere nel 1985. In alcuni casi, c’è un’atmosfera che ricorda i dipinti di De Chirico durante alcuni periodi dell’anno (qui a Pistoia, ma anche a Livorno, per esempio). Altrove, c’è una sensazione di decadenza estrema – ma con una bellezza unica – come una delle città invisibili di Calvino in un mondo che si avvicina alla sua fine (sto pensando a Carrara, probabilmente il posto più strano che ho visitato di recente)», racconta l’artista a Digital Berlin ad agosto 2025. L’album ha una copertina e un titolo dechirichiano (con riferimento, in particolar modo, alla pittura metafisica di Giorgio, fratello di Alberto): Still Forms in Air, in italiano, si potrebbe tradurre come Forme immobili nell’aria ed è quindi impossibile non pensare alle forme immobili di una natura morta o meglio alla vita silenziosa delle cose, degli oggetti come la chiamava De Chirico nel numero del 24 maggio 1942 de L’Illustrazione Italiana e alla profondità dei quadri metafisici dechirichiani: paesaggi sospesi nel tempo, espressione di misteri ed enigmi. In più, c’è una strana e curiosa coincidenza: il primo quadro dell’enigma metafisico di De Chirico, L’enigma di un pomeriggio d’autunno (ottobre – novembre 1910), è legato alla Toscana dove ha vissuto e vive la stessa Marongiu. Nel caso di De Chirico la città è Firenze, «in un chiaro pomeriggio d’autunno ero seduto su una panchina in mezzo a Piazza Santa Croce a Firenze. Certo, non era la prima volta che vedevo questa piazza. […] In mezzo alla piazza si innalza una statua che rappresenta Dante drappeggiato da un lungo mantello, stringendo la sua opera contro il corpo, inclinando verso il suolo la testa pensosa coronata di lauro. La statua è in marmo bianco; ma il tempo gli ha conferito una tinta grigia, molto gradevole da vedere. Il sole autunnale, tiepido e senza amore, illuminava la statua e insieme la facciata del tempio. Ebbi allora la strana impressione che vedevo tutte le cose per la prima volta. E la composizione del mio quadro mi apparve in mente… Mi piace chiamare anche l’opera che ne risulta un enigma», scrive De Chirico nel 1912-1913 (si veda “Scritti/1 (1911-1945). Romanzi e scritti critici e teorici”, a cura di A. Cortellessa, Bompiani, Milano 2008). Le quattro tracce del disco di Francesca Marongiu, una delle quali si intitola proprio Città Metafisica (brano finale e con il minutaggio più lungo),sono architetture, texture sonore in divenire, tra passato e presente. E sebbene il riferimento principale sia probabilmente la scena ambient giapponese anni ottanta, l’ariosità, la luminosità di alcuni passaggi fanno venire in mente quel piccolo gioiellino italiano di Prati Bagnati Del Monte Analogo di Raul Lovisoni/Francesco Messina, ispirato al romanzo surrealista di René Daumal, Il Monte Analogo. Musica misteriosa e progressiva, nel senso che è sempre in continua evoluzione.
Still Forms in Air è uscito in formato cassetta per la messicana Umor Rex il 14 agosto 2025.
(Monica Mazzoli)


