BEE BEE SEA, “Sonic Boomerang” (Glory Records, 2017)

Si dice spesso che “il secondo album sia quello più difficile nella carriera di un artista”, sicuramente non è il caso dei mantovani Bee Bee Sea : “Sonic Boomerang”, il secondo disco della band di Castel Goffredo, riesce a essere ancora più convincente del lavoro d’esordio, uscito (sempre) ormai due anni fa per la Glory Records, etichetta fondata e gestita dallo stesso gruppo.
Gli otto brani sono, come da titolo dell’album (più azzeccato che mai), un “boomerang sonico” : il garage rock di “Bee Bee Sea” (2015) è velocizzato, coniugato al punk e alla psichedelia mantenendo sempre intatta la sua vena smaccatamente pop in più episodi. Sono, quindi, le chitarre a farla da padrone, sempre al centro di ogni canzone: a volte nevrotiche, acide; altre volte scintillanti. E, per la diversa natura sonora delle varie tracce, il disco potrebbe esser, quasi, diviso idealmente in due parti : da una parte le canzoni da “tre minuti”, quelle più grezze e dirette e perfetta fotografia del suono dal vivo della band (“No Fellas”) ; dall’altra i brani, con una durata più dilatata (4 – abbondanti – o 5 minuti), che hanno l’irregolarità spiazzante del suonare proto-punk e la fantasia della band da lunghe jam psichedeliche in studio (“Psycho Babe”).
“Sonic Boomerang” (2017) è quindi la naturale prosecuzione dell’EP, “3 Songs & Jacques Dutronc” (2016), pubblicato qualche mese fa : l’irruenza chitarristica di “The Secrack” o “Je suis content” (cover dell’omonimo brano di Jacques Dutronc) trovano uno sviluppo spontaneo nelle nuove canzoni, testimonianza genuina della crescita dei Bee Bee Sea : una band che non ha paura ad arricchire il proprio suono, guardando – musicalmente parlando – a gruppi stranieri come The Oh Sees, King Gizzard & The Lizard Wizard, Parquet Courts e tanti altri.
Non stupisce, perciò, che l’angloamericana Dirty Water Records distribuisca l’album su cassetta e la statunitense Wild Honey Records lo stampi su vinile.

(75/100)

(Monica Mazzoli)