THEE OH SEES, “Warm Slimes” (In The Red, 2010)

Il mondo non si è ancora accorto della bellezza della sua ultima creatura, ma di questo John Dwyer francamente se ne infischia. L’ultimo album degli Oh Sees piazza così in apertura i tredici minuti e ventisei di “Warm Slimes”, che usa il riff garage più rotondo e antico tramandatoci come rampa di lancio per un voodoo fanciullesco e acido come non mai.
L’altra metà del disco sono sei pezzi facili facili, cantilene pop sporche in ”I Was Denied”, i Beatles usati per tinteggiare l’aereoplano di Jefferson in “Everything Went Black”, ormoni da adolescenti alcoolizzati in “Castiatic Tackle”, andamento desertico in “Flash Bats”.
Il pezzo chiave è “Mega-feast”, che con chitarre dritte, melodie insolenti e coretti spastici sembrerebbe una versione primordiale degli ultimi Wavves se la verità non fosse esattamente l’opposto, mentre “MT Work” chiude il disco in maniera abbastanza anonima.
John Dwyer, per prolificità e sensualità, è il Prince del garage mondiale. Se questo disco non ha le stimmate del capolavoro non è un problema. Ma se limitasse le uscite e selezionasse le sue creazioni migliori facendo uscire la metà degli album verrebbero fuori collezioni di gemme da far tremare i muri.

(Lorenzo Centini)

Collegamenti su Kalporz:
Wavves – Wavvves
WavvesKing Of The Beach

09 novembre 2010

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