Alcune cose dell’ultima settimana musicale, in ordine più o meno random.
-
Per il primo video tratto dal nuovo album “Bad As Me” (2011) l’istrionico cantautore di Pomona sembra essere andato a scuola di ballo da Thom Yorke.
-
A quelli che hanno mancato la sua ultima calata italiana per mere ragioni di portafoglio (il prezzo del biglietto della data di Milano ammontava a 150 carte…) la pubblicazione di una raccolta riassuntiva apparirà una magra consolazione. Tutti gli altri, invece, potranno trovare in “Glitter and Doom” un souvenir piuttosto corposo, comprensivo di ben due…
-
Reduce dal 2002 che regalò la psicoanalisi – e autoanalisi – favolistica di “Alice” e il fragore demodé e mitteleuropeo di “Blood Money”, Tom Waits torna alle sonorità sbandate e deformi che raccontano o meglio ancora vivono il sud degli Stati Uniti. E vi torna spogliando il suono di qualsiasi orpello; se nei dischi gemelli…
-
Due albums del vecchio Tom in un colpo solo…roba da avere un attacco di ansia nel momento fatale di decidere con quale cominciare. Come da regolamento mi sono affidato al giudizio inappellabile del testa o croce, ed in omaggio alla strumentazione vintage del californiano ho usato una moneta da 100 lire del 1969. Come avrete…
-
Da quando esordì, nell’ormai lontano 1973, Tom Waits si è cucito addosso una figura fumosa: il suo personaggio è uno di quei vecchi ubriaconi da bettola tanto amati da Charles Bukowski, uno di quei vagabondi persi per le metropoli del sud degli States, come Jack Kerouac e Neal Cassidy. Ma oltre a questo, Tom Waits…

