• GIANT SAND, Cover Magazine (Thrill Jokey, 2002)

    Chissà se questo sarà davvero l’ultimo disco a portare la gloriosa firma dei Giant Sand, come ha lasciato intuire ultimamente l’uomo che li ha inventati, Howe Gelb. Certo sarebbe singolare che proprio nel momento in cui sono usciti da una condizione pressoché anonima, nell’attimo in cui il loro nome è diventato finalmente un punto di…

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  • LULLABY FOR THE WORKING CLASS, Blanket Warm (Bar/None Records, 1996)

    Dietro il rock acustico e commerciale di Dave Matthews e della sua Band esistono realtà molto più piccole e originali. Ne sono un esempio calzante i Lullaby for the Working Class (che nome eccezionale!), frutto del genio di due ragazzini, Ted Stevens (classe 1974, voce e chitarra) e Mike Mogis (1975, chitarra, banjo, mandolino, batteria,…

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  • SONDRE LERCHE, Faces Down (Virgin, 2002)

    La fredda – almeno climaticamente – Norvegia ci ha sovente riservato piacevolissime sorprese negli ultimi anni. Da quella scena vichinga sono venuti in superficie gli straordinari estri multigenere dei Motorpsycho di Trondheim e le delicate atmosfere Simon & Garfunkel oriented dei più recenti Kings of Convenience di Bergen. Proprio dalla splendida vecchia città anseatica giunge…

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  • MICROPHONES, The Glow Pt. 2 (K Records, 2001)

    La grandezza della scena indipendente americana sta proprio in dischi come quest’ultimo dei Microphones, che magari fatichi anche a trovare qua da noi e che per questo finiscono con l’esserti ancora più cari. Qui ad esempio Phil Elvrum, l’uomo che si nasconde dietro ai Microphones nonché membro degli Old Time Relijun, lascia libero spazio alla…

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  • NADA, L’amore è fortissimo e il corpo no (Storie di Note, 2001)

    Sebbene non sia molto da gentiluomini parlare dell’età di una signora, va detto che Nada ha già 48 anni. Forse non sarà un dettaglio decisivo per parlare di questo disco, ma è stata la prima cosa che mi è venuta in mente ascoltando queste nove canzoni: molte ventenni arrabbiate (o presunte tali) pagherebbero per avere…

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  • DEREK AND THE DOMINOS, Layla & Other Assorted Love Songs (Polydor, 1970)

    Ci sono dischi che passano alla storia per un solo brano, un classico che entra nell’immaginario collettivo di una o più generazioni. Sicuramente “Layla” rientra in questa categoria, grazie anche al cinema e alle colonne sonore in cui è apparso (vedi “Quei Bravi Ragazzi” di Scorsese). Ma sarebbe ingiusto ricordare il monumentale doppio album “Layla…

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  • SANDY LOPICIC ORKESTAR, Border Confusion (Network Medien, 2001)

    Fra i tanti loro meriti, Emir Kusturica e Goran Bregovic hanno avuto quello di rilanciare l’interesse per lo sterminato patrimonio musicale dei paesi dell’Est europeo, rivalutandone le radici e l’immutata carica vitale e spesso eversiva. Anche Sandy Lopicic, come i due illustri conterranei – se si può usare ancora questa parola in una terra nei…

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  • LITFIBA, 17 Re (IRA, 1987)

    Il rock italiano anni ’80 si regge fondamentalmente su una triade: il punk filosovietico e da balera dei CCCP – Fedeli alla linea, il dark d’autore dei Diaframma e il rock d’ispirazione new wave dei Litfiba. Questi ultimi, composti da Piero Pelù (Voce), Ghigo Renzulli (Chitarra), Gianni Maroccolo (Basso), Ringo De Palma (Batteria) e Antonio…

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  • LOU REED, Transformer (RCA, 1972)

    Conclusa non senza strascichi polemici l’avventura con i mitici Velvet Underground, Lou Reed, mente del gruppo newyorchese, si trasferisce a Londra, dove entra in contatto col nascente movimento glam, che ha nel genio estremo di David Bowie il suo maggior cantore. Dopo aver velocemente dato alle stampe “Lou Reed”, album transitorio nel quale rivisita in…

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  • CORNELIUS, Point (Matador Records, 2002)

    D’accordo, non avremo canzoni da fischiettare mentre si passeggia, ma cosa abbiamo avuto in cambio? Fantasia, originalità, intuizioni sparse. Questo è ciò che ci regala “Point”, il nuovo disco di Cornelius, al secolo Keygo Oyamada. Questo folletto giapponese ha già avuto modo di imporsi nelle sale di registrazione di tutto il mondo come il “Phil…

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