[ di Francesco Giordani ] I padovani Speedy Peones fanno della brevità una precisa metodologia (s)compositiva.
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[ di Lorenzo Centini ] Con una dose di ambizione ben riposta, ecco affacciarsi sulla scena Micha Soul che sorprende per la sicurezza e la naturalezza sfoggiate nel vestire i panni di moderna reginetta r’n’b.
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[ di Stefania Italiano ] Quando negli anni novanta ascoltavamo “Stanze” o “Lungo i bordi” non c’era da ridere. Poi i Massimo Volume ritornano e stasera in noi che siamo ai Candelai freme qualcosa in fondo al cuore.
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[ di Paolo Bardelli ] Un’ora e mezza gustosissima di suoni, delicatezze e ruvidezze, rovinata praticamente con 20-minuti-20 finali di innesco globale, urticante e mortificante.
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[ di Giuseppe Franza ] Ce n’è per tutti i gusti: cumbia, afro-beat, soca, calypso, caraibica, jazz, profondi tromboni, dolci steel pan, maracas impazzite, congas e chitarre elettriche super-funky.
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[ di Matteo Ghilardi ] Gli Smart Cops assestano il loro colpo affidandosi al sarcasmo e a una miscela esplosiva di punk’n’roll settantasettino che si destreggia tra Ramones e Dead Boys, flirtando in più di un’occasione con il beat italiano.
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[ di David Capone ] Uno spazio sonoro costantemente sospeso tra realtà pop e un’elettronica onirica che strizza l’occhio alle sperimentazioni più ipnotiche dei Chemical Brothers. Nulla di nuovo, ma una buona immaginazione.
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[ di Lorenzo Centini ] “Party Store” è un album divertentissimo in cui cuociono ad alta temperatura chitarre con le corde arrugginite e ritmi sintetici, melodie lascive e nenie robotiche.
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[ di Eleonora Ferri ] Una carriera di tutto rispetto e un nuovo, fresco e variopinto album dove arrangiamenti e testi diventano la cinepresa privilegiata per raccontare piccoli frammenti di vita quotidiana.
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[ di Stefania Italiano ] Una passeggiata verso l’ufficio con i Gang Of Four che suonano nell’ipod. Brevissima lezione sulle belle speranze del mattino!
