[ di Piero Merola ] In dieci giorni live al Bronson due delle più acclamate band svedesi degli Anni Zero: The Radio Dept. e Shout Out Louds. Tanto basta per far ripartire la nostra rubrica IKEA-POP con un capitolo speciale.
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[ di Giuseppe Franza ] Un’avanguardia che non meraviglia, quella di Massimo Pupillo (Zu) in coppia con Fm Einheit (Einstürzende Naubauten).
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[ di Lorenzo Centini ] Non è un problema di repertorio, quasi del tutto eccezionale: Cornell canta male, duole ammetterlo, e l’impressione è quella di una pantomima da miserabili tromboni di hard rock giurassico anni ’70.
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[ di Lorenzo Centini ] Alle Those Dancing Days è riuscito il colpaccio di un album clamoroso, pressoché perfetto, suonato con sicurezza e faccia tosta.
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[ di Francesco Melis ] Chiamiamoli Trail of the Dead, per comodità. Il loro nuovo disco “Tao of the dead” costituisce un buon ascolto sia per i loro fan della prima ora, sia per i puristi del rock.
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[ di Francesco Marchesi ] I Visions of Trees, duo electro-pop made in UK tra Fever Ray e Kate Bush, ci parlano di un progetto capace di emergere, con un solo singolo all’attivo, dal sovraffollato panorama inglese. In questi giorni in Italia: il 30 a Roma, il 31 a Genova, il 1° aprile a Bologna…
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[ di Francesco Giordani ] I milanesi Egokid, al traguardo del terzo album, osservano l’umanità metropolitana che si affaccenda nella sublime vanità dei propri crucci quotidiani.
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[ di Matteo Ghilardi ] “Volcano” è pieno zeppo di riff che richiamano gruppi come Deep Purple, Blue Cheer, Grand Funk Railroad e primi Uriah Heep. Un lavoro riuscito.
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[ di Francesco Marchesi ] L’etichetta che è stata affibiata a Dylan Baldi, alias Cloud Nothings, è “punk-pop”. Rock caramelloso sotto steroidi, e approccio marcatamente lo-fi. Solare, alla moda, e un po’ monotono.
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[ di Paolo Bardelli ] E’ brava, la cantante israeliano-francese che si divide tra Parigi e New York City, ma non ha ancora scelto chi vuole essere “da grande”.
