[ di Giuseppe Franza ] Al giorno d’oggi la faccia tosta è tutto, basta credere o far credere di essere qualcosa e lo si è. Basta attirare su di sè un po’ di curiosità, atteggiarsi nel modo giusto: nel caso specifico, la mossa “vincente” sarebbe quella di sfruttare la vocina e sopratutto il nome della…
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[ di Lorenzo Centini ] Esattamente quello che il titolo promette. Una raccolta di cover registrate durante tutta la durata della collaborazione della coppia presidenziale del soul.
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In una Pisa costretta nella morsa del freddo, incontriamo Max Collini, sopravvissuto al ghiaccio sul Passo della Cisa, e parliamo del nuovo progetto “Prototipo”, delle tastierine Casio, della politica italiana di ieri e di oggi, di musica e letteratura.
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[ di Francesco Melis ] I Veronica Falls, con soli due singoli all’attivo, hanno già riempito le pagine delle riviste musicali inglesi, ed il loro è un nome che circola ormai da qualche mese tra gli appassionati del genere più lungimiranti. In maniera giustificata.
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[ di Francesco Marchesi ] Un impasto di delicato dream-pop legato alla attuale scena della west-coast (Beach House), art-rock e new-wave vetero eighties. Marcatamente psichedelico, dilatato, pacificato. Un album multiforme e spesso inafferrabile.
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[ di Daniele Boselli ] Non vorremmo essere blasfemi, ma casualmente – e forse non proprio casualmente – arriva il giorno di Natale (come la venuta di Gesù) questo specialone sui concerti dei Primal Scream che suonano l’immortale “Screamedelica”.
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[ di Eleonora Ferri ] Nuove tinte sperimentali acustiche vengono aggiunte alla tipica e solita psichedelia dei Clinic, impercettibile ed effimera innovazione stilistica.
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[ di Gloria Annovi ] La conoscenza della fragilità, parola che si fa spirito, il problema di diventare uomini: Massimo Zamboni ci racconta le sue verità.
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[ di Giuseppe Franza ] Cos’è la Globalizzazione? La Souljazz Orchestra, un gruppo canadese che suona una miscela d’incandescenti vibrazioni soul, afrobeat, samba, latin jazz e rare funk, come se di volta in volta fosse un gruppo di giovani afroamericani degli anni ’60 che registra per la Stax.
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[ di Lorenzo Centini ] I Warlocks sono siderali, sia quando sprofondano in abissi psichedelici depressi, sia quando si danno una scossa e ritirano fuori le gagliarde canzoni ’60ies con cui hanno esordito.
