• PJ HARVEY, “Stories From The City, Stories From The Sea” (Island, 2000)

    PJ HARVEY, “Stories From The City, Stories From The Sea” (Island, 2000)

    Un disco personale, ispirato e compatto, che racconta una New York a volte violenta e disperata, a volte malinconicamente solitaria.

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  • THE WATERBOYS, A Rock In The Weary Land (BMG, 2000)

    L’inquieto Mike Scott torna alla ribalta con il vecchio marchio, dopo due episodi solisti piuttosto interessanti quanto sfortunati. E’ bene mettere subito in chiaro che chi cerca qui atmosfere legate al ciclo celtico (i capolavori “Fisherman’s blues” e “Room to roam”) prenderebbe molto male. Ora Mike è in piena fase elettrica, timidamente ricominciata con “Dream…

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  • EVERLAST, Eat At Whitey’s (Tommy Boy, 2000)

    Un bentornato a Everlast, dopo il grande spavento di “Whitey Ford Sings the Blues”. Gran bell’album, ma finito tra camici e corsie di ospedale. Ora, con una valvola nuova di zecca nel cuore, il ritorno. “Eat at Whitey’s” segue il successo inaspettato dell’ep “Today”, e la collaborazione nel nuovo e fortunatissimo album di Santana. Un…

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  • JOVANOTTI, Autobiografia di una festa (Soleluna, 2000, live)

    Lorenzo… Jovanotti. Un grande cantante? Forse no. Un grande musicista? Sicuramente no! E allora? Allora è di sicuro uno che ha un cervello che sembra la borsa di Mary Poppins. Un cantiere di fantasia e genialità che riescono a sopperire a delle evidenti impreparazioni musicali. A 33 anni suonati sembra ancora un Peter Pan in…

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  • TOPLOADER, Onka’s Big Moka (Sony Music, 2000)

    Il Lancaster Gate che nella suggestiva cover apre le sue porte ai cinque musicisti è davvero una bella metafora di vita. Questo è il viale che dovete percorrere, ragazzi, nessuno sa dove e quando finirà…Per il momento ci si può solo sbilanciare con le undici canzoni che compongono questo esordio parecchio incensato nel Regno Unito.…

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  • DOWNSET, Check Your People (Epitaph, 2000)

    Tra i migliori esponenti della scena rap-core mondiale, i Downset non hanno mai avuto molta fortuna nel mercato discografico; vuoi perchè poco pubblicizzati, o perchè, al contrario dei Rage Against The Machine, meno politicizzati e più impegnati nel campo sociale e religioso (I Downset sono sionisti, per inciso), non hanno mai avuto un buon riscontro…

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  • ST GERMAIN, Tourist (Blue Note, 2000)

    Incuriosisce già dalla copertina, in bilico tra passato e futuro, questo sospirato lavoro di Ludovic Navarre, alias St Germain. Se poi diamo un’occhiata alla casa discografica potrebbe succedere che il lettore cd si apra da solo… “Tourist” è un fenomenale impasto (o mélange, à la français) di suoni e tematiche che riconducono ora alla techno…

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  • THE BLACK HEART PROCESSION, Three (Touch&Go Records, 2000)

    Sarà la pioggia che cade incessantemente fuori di qui, sarà la fredda aria autunnale, sarà forse questa terribile città, ma “Three”, appunto il terzo capitolo della storia Black Heart Procession, sembra la perfetta colonna sonora per queste giornate. Il disco suona scuro e tormentato come mai prima e del resto il nome del gruppo già…

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  • LL COOL J, G.O.A.T. Featuring James T. Smith: THE GREATEST OF ALL TIME (Def Jam, 2000)

    Oggi pare impossibile, ma il rap nacque party. Era musica per intrattenere, per far ballare alle feste, per scatenare i block-party (alla grossa, feste di strada). Finché GrandMaster Flash, i Public Enemy e anche i RUN DMC portarono l’impegno, vale a dire il black power, dentro all’hip hop. Bene, in quegli anni di furia propagandistica,…

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  • MARLENE KUNTZ, Che cosa vedi (Sonica Factory, 2000)

    Che cosa vedo? Vedo qualcosa che non è ancora definito, un cerchio che, per fortuna, non quadra mai, un sogno grandioso ed ambizioso ora colorato di viola e rosso in varie tonalità, ora in bianco e nero. Provate tutti alzando il volume, chiudendo gli occhi e… guardando. Cosa vedete? Il quarto lavoro dei Marlene vede…

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