• MASSIVE ATTACK, Protection (Virgin, 1994)

    Il 1994 è l’anno del suono di Bristol, grazie al successo di pubblico di Portished, Tricky e dei Massive stessi; così l’indefinibile suono di “Blue Lines” ha finalmente un nome: è il trip hop. Non che ce ne fosse tutto questo bisogno, e non che giovi più di tanto alla musica: “Protection” è un album…

    Read More

  • MASSIVE ATTACK, Mezzanine (Virgin, 1998)

    L’album esce dopo un periodo di lavorazione lunghissimo, spezzato da mille progetti e remix di pezzi altrui. L’attesa si intreccia alla sensazione che i Massive siano stati fiaccati dal successo e dai loro impegni dispersivi: ma Mezzanine è un album intenso e curatissimo, che ripaga dei quattro anni di silenzio discografico. La novità apparente è…

    Read More

  • UTLA, Dans (Nor-Cd, 1999)

    Dal Grande Nord Norvegese, un piccolo e sconosciuto CD di un trio che da qualche anno porta in giro le tradizioni popolari di quelle terre fredde ed affascinanti. Registrato all’interno della bellissima Grieghallen di Bergen, “Dans” è un intrigante viaggio fra melodie sconosciute ed ammalianti. Tutto il fascino e le antiche eredità musicali vengono reinterpretate…

    Read More

  • BJORK, SelmaSongs (from the motion picture “Dancer in the Dark”) (Polydor, 2000)

    Tre anni dopo l’ultimo “Homogenic”, la cantante islandese torna prepotentemente alla ribalta con un pugno di canzoni molto intense, che compongono la colonna sonora di “Dancer in the dark”. Il pluripremiato film del regista danese Lars Von Trier vede Bjork impegnata anche nella recitazione, con profitto, vista la clamorosa Palma d’Oro vinta a Cannes come…

    Read More

  • KING CRIMSON, B’ Boom (2CD Virgin, 1995, live)

    In assoluto è uno dei migliori dischi live che mi sia capitato di ascoltare. I meriti del doppio trio già ascoltati, ma in studio, in “Thrak”, sono qui ampliati, con esecuzioni più sciolte ed incisive. In più abbiamo diverse riprese dalla discografia passata, ed in particolare dalla pietra miliare “Discipline”. Vanno assolutamente ascoltate le evoluzioni…

    Read More

  • VINICIO CAPOSSELA, Canzoni a manovella (CGD, 2000)

    Storie, filastrocche, tradizioni, canti che riportano la memoria alle lavandaie (quando ancora si lavavano i panni al fosso), ricordi, nostalgie di generazioni superate dalla tecnologia. Ecco il filo conduttore di queste “Canzoni a Manovella”, una manovella nostalgica che riscopre ritmi e canzoni nate tra la gente e per la gente, quasi un’aria che proviene da…

    Read More

  • INCUBUS, Make Yourself (Epic, 1999)

    Scoperti grazie all’indiscussa attività di talent-scout di Jonathan Davis, gli Incubus hanno saputo farsi strada con tre differenti album, ognuno secondo il suo stile, ma uniti da un carattere e da un groove straordinari. Questi musicisti di grande talento hanno saputo addentrarsi nel corso degli anni in diversi generi musicali, estrapolandone le radici primordiali, per…

    Read More

  • KING CRIMSON, Lark’s Tongues in Aspic (Island Records, 1973)

    Da oltre trent’anni il Regno del Re Cremisi attraversa i lustri senza conoscere battute di arresto. Innumerevoli e valorosi “cavalieri” si sono succeduti per sostenere la causa di Sua Maestà Fripp, il quale ha sempre ottenuto il meglio dai propri collaboratori. “Lark’s Tongues in Aspic” apre una delle stagioni sicuramente più interessanti della produzione dei…

    Read More

  • KING CRIMSON, Red (Island, 1974)

    Con “Red” i King Crimson chiudono la produzione in studio degli anni ’70. In particolare questo è l’ultimo atto dello straordinario quartetto Fripp, Wetton, Bruford, Cross (che qui figura come session-man insieme agli ex-Crimson Ian McDonald, Mel Collins, Robin Miller e Marc Charig). “Lark’s Tongues In Aspic” (1973) e “Starless And Bible Black” (1974) avevano…

    Read More

  • THE NEXTMEN, Among The Madness (Scenario Records / 75 Ark, 2000)

    Chi ha detto che il rap, in Europa, lo sanno fare solo i francesi? E non solo in Europa. O gli americani o i francesi, gli altri movimenti sono più o meno vivaci versioni locali del rap. In queste righe parleremo di un’eccezione inglese, l’altra superpotenza musicale. Però parliamo di rap, il rock o il…

    Read More

Se potessi ripercorrere in un attimo, nuotando controcorrente, le rapide di questo fiume oramai giunto al suo estuario, nella estrema fissità di questo mio prossimo viaggio nella noia orizzontale, sceglierei gli anni in cui la volta celeste non era altro che un enorme lenzuolo fatto a cielo e la luna una palla polverosa gettata nel vuoto e catturata con le unghie dall’egoismo del pianeta Terra. E noi, bimbi, cadevamo con essa per sempre, aggrappati in un infinto sprofondo gli uni agli altri, grazie a un gomitolo di lana nera. I grandi dimenticarono in fretta di avere un mondo con certe stelle enormi, sopra il capo, da osservare, mentre noi sacrificavamo la nostra noia migliore per costruire ponti sospesi nello spazio che ci allacciassero a un’agognata luna. La dipingemmo butterata e funesta, con maremoti sulla superficie di un ponto che non era mai tranquillo, ma tutta una schiuma fremente di gorghi e mostri marini. Nuovi esseri di ordinaria malinconia calpestavano un tappeto soffice come zucchero filato sparso su una teglia, in cui si radicavano piante cresciute dolci come torroni. Altre volte immaginammo un balzo da gigante come in mongolfiera, le tante mongolfiere tipiche di una domenica d’estate, un balzo che ci consentisse di fuggire all’avarizia terrestre e alle sue costrizioni. In anni in cui razzi enormi arrugginivano in volo, pensammo a uno sgangherato proiettile cavo sparato negli occhi della luna come nei film dei Meliès, in cui potessimo accovacciarci per il viaggio, assieme ai nostri migliori amici. Ma poi venne il tempo di un leggero disincanto, e, anche sognando a occhi aperti, non potevamo far altro che immaginarci tute e scafandri e missili scagliati a violentare qualche nuovo cielo. E poi, al ritorno, schivare incredibili uragani e tempeste, per posarci placidamente in un mare che ci accogliesse come un telo. Eravamo certo molto giovani e molto felici e pensavamo, con rabbia, di non dover invecchiare mai. (Matteo Marconi) Le puntate precedenti Back To The Future Vol. 9 - Stuart Adamson morì nel 2001 e nessuno ne parla più Back To The Future Vol. 8 - I Vines e il Verona dell'84-'85 Back To The Future Vol. 7 – “I figli degli operai, i figli dei bottegai!” Back To The Future Vol. 6 - Ekatarina Velika (EKV) Back To The Future Vol. 5 - Gli Air sul pianeta Vega Back To The Future Vol. 4 – “Stay” e gli angeli degli U2 Back To The Future Vol.3 - La lettera dei R.E.M. e di Thom Yorke Back To The Future Vol. 2 – Massimo rispetto per i metallari (1987-89) Back To The Future vol. 1 – L’estate di Napster 14 settembre 2010