Com’è universalmente noto ci sono molti modi di morire estremamente diversi fra loro. C’è chi se ne va con un bang, chi con un tonf, chi con uno splash: i Black Eyes, dopo il bell’esordio dell’anno passato, hanno deciso di abbandonarci con un cough. Un rapido e quasi impercettibile colpo di tosse, di quelli che…
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Ok, lo ammetto, non mi aspettavo nulla di sorprendente dai Sedia, terzetto di anconetani dediti al sempre valido chitarra/basso/batteria. O meglio non mi aspettavo nulla di diverso rispetto ai gruppi che solitamente esordiscono per l’ottima Wallace; e invece mi sono dovuto duramente ricredere. Alessandro Calbucci, Mattia Coletti e Alessio Compagnucci hanno qualcosa di diverso da…
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I tanto demonizzati anni ’80 nascondono, sotto una coperta intrisa di omologazione, qualunquismo e arte dell’eccesso una serie di perle spesso misconosciute alla grande massa, in particolar modo italiana. Se è vero che non si commette sacrilegio a identificare lo spettro sonoro della decade nel techno-pop nel quale furono maestri i Soft Cell di Marc…
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Ovvero, come cercare di semplificare il bello rendendolo vacuo. Tanto splendido era apparso il mosaico di forme e sostanze che aveva preso corpo in “Beaches & Canyons” quanto inutile sembra ora il susseguirsi di suoni, borborigmi e pause acustiche che si pone come file rouge di questo secondo lavoro sulla lunga distanza (la band ha…
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Gli Animal Collective, ovvero la musica fuori dal nostro tempo. Intervista via email con Avey Tare (nel collettivo insieme a Panda Bear, Geologist e Deaken), parecchio disinteressato a discutere di psichedelia ma assai più ben disposto a viverla. Per i quattro la musica è una “questione personale” e dovrebbe servire per celebrare una nascita, guarire…
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Il mondo musicale che ci stiamo apprestando a vivere racchiuderà in sé tutte le possibile deformazioni di un mondo che dilata in maniera sempre più dichiarata le proprie radici culturali, alla ricerca della fusione tra il meticcio tipico della società contemporanea (globalizzata o comunque sezionata analizzata e metabolizzata) e gli archetipi culturali. Miriam Goldberg e…
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La più grande sorpresa del 2004 passa dalla Grande Mela. New York, ventre e culla per il rock da trenta e passa anni a questa parte, è la città della palingenesi per eccellenza: capace di rigenerare il proprio suono mantenendo intatta la natura stressante e catartica propria di una megalopoli (quello che si sta apprestando…
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Michael Gira è l’angelo di luce che una volta, ancora di carne, appariva sotto le sembianze di un cigno. In ogni caso parliamo di una figura alata, capace di attraversare venti anni di musica senza mai farsi abbindolare da quel mostro ghignante chiamato comunemente commercio. “Everything is Good Here/Please Come Home”, sua ultima fatica, ne…
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L’ascolto dell’ultima fatica di quello che non ho difficoltà a definire il più importante gruppo musicale degli anni ’80 è aiutato non poco dal titolo stesso dell’opera: in esso è racchiusa infatti l’autodeterminazione di un corpo malato. Scherzi a parte, è evidente come “Sonic Nurse” funga da metafora del mondo circostante, o meglio della società…
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Una delle caratteristiche della musica contemporanea è quella di basare la propria genesi sull’iper-produttività, immagine speculare di un mondo ansiogeno dominato dalla furia di arrivare (dove, è un mistero che temo resterà eternamente insoluto): gli Animal Collective non fanno eccezioni e continuano a sfornare album a ritmi folli. A pochi mesi di distanza dallo splendido…
