Sarà pure l’unica data italiana ma nemmeno i più ottimisti estimatori della band di Montreal avrebbero immaginato a due anni di distanza da quella che resta la loro prima e ultima visita in Italia – nel ben più intimo Rainbow di Milano – un tale bagno di folla. A tre anni dall’incredibile esordio di “Funeral”…
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Qualcuno sembra stupirsi del tipo di platea accorsa in massa al Saschall per la prima delle due tappe italiane degli Interpol. Del tripudio di camicie, gilet, cravatte, pantaloni attillati e frangette senza distinzioni di sesso, età, nazionalità e inclinazioni. Dimenticandosi che gli anni 80 oggi sembrano più in voga che negli anni 80 non solo…
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Contratto con una multinazionale. Copertina catchy di dubbio gusto, se non ci si arrampica nel cercare allegorici riferimenti alla natura istintiva e al contempo gelida della band. Quanto basta per concludere frettolosamente che il tempo sia maturo per la virata definitivamente mainstream degli Interpol. Niente di tutto questo. Chi stava per chiudere la finestra del…
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La storia della musica è piena di misteri. Dilemmi mai risolti. Enigmi inspiegabili. Scoperte inaspettate. Contraddizioni insolute. Con le dovute proporzioni i Piano Magic rientrano senza difficoltà in fenomeni di questo genere. Protagonisti passati sotto silenzio dell’underground inglese capaci di venir fuori dal 1997 con ben nove lp, svariati mini-cd, ep e singoli, in una…
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Dopo il mediocre “12 memories” i Travis hanno pensato bene di darsi una pausa di riflessione e, dopo quattro lunghi anni, in cui parallelamente l’indie-revival ha definitivamente preso il sopravvento sulla scena britannica, il silenzio creativo è finalmente rotto con l’arrivo del quinto decisivo album in studio, “The boy with no name”. Decisivo per considerare…
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Dopo nemmeno due anni fatti di devastanti scorribande live (a chi ha avuto la fortuna di apprezzarli dal vivo, si direbbe in questi casi che ancora fischiano le orecchie) e momenti di riflessione in sala prove, il quartetto inglese torna sulla scena con l’ attesissimo seguito di “One time for all time”, la decisiva conferma…
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Se Trent Reznor ci aveva abituato a tempi di gestazione kubrickiani – almeno cinque anni di riflessione creativa per i primi tre LP – trovarsi davanti a un nuovo disco dopo “solo” due anni, è un’esperienza singolare, come se non si fosse fatto in tempo ad accumulare abbastanza attesa come succedeva in passato. Ma i…
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“Questo disco è il ritorno sul luogo del delitto”. Neanche il nuovo look, clamoroso il baffo luciferino anni ’70, può smentire gli intenti deliberatamente revival del nuovo progetto che lo vede protagonista supportato dai tre Bad Seeds che lo accompagnano dal vivo nelle performance da solista. Basta già il titolo – tratto da un brano…
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Mi si passi la banalità della citazione, ma il secondo album è effettivamente il disco decisivo per testare il valore delle band emergenti. Senza andare troppo indietro – e prendendo tre nomi chiave del revival indie degli anni 60, 70 e 80 che quasi monopolizza la scena attuale – si nota facilmente che tra Strokes,…
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Essere a soli ventiquattro anni uno degli artisti contemporanei più apprezzati e invidiati non è roba da poco. Ma lui sembra non accorgersene o non volerci fare caso, con quell’aura di fascino bohemien che ingannevolmente gli si associa e che senza mezzi termini ripudia ribadendo la sua visione ottimistica e schietta di libertà (offrire a…
