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Twilight Sad, 12 aprile 2026, Legend Club, Milano
Band pronta al ventennale del primo album, i Twilight Sad di James Graham tornano a Milano dopo sette anni dall’ultimo live e a quattro dal support act ai Cure (con Robert Smith che è da sempre un loro sostenitore). Il tour del ritorno dopo sette anni è coinciso con l’uscita dell’ultimo, ottimo, “IT’S THE LONG GOODBYE” (tutto in maiuscolo, sì) che li ha rivisti semplicemente tornare con quell’esplosione di post-punk che li ha fatti conoscere e amare. Il lungo silenzio discografico ha lasciato però dei segni: della formazione originale sono rimasti solo il cantante e Andy McFarlane alla chitarra.

La serata parte con “Dead Flowers”, che nel disco vede la presenza del leader dei Cure. Purtroppo i suoni non sono subito al meglio: la voce è troppo ‘davanti’ agli strumenti e risulta troppo alta, cosa che non si sistemerà fino al terzo brano. Graham è in forma, sicuro, convinto e senza tentennamenti anche nei vari brani presentati per la prima volta in questo tour. Ovviamente l’ultimo lavoro è eseguito quasi per intero: infatti ne saranno eseguiti nove brani su dieci, anche se non mancheranno richiami al passato come la sentita “Vtr” o la profonda “The Arbor”.
Il flusso del concerto è un continuo ondeggiare di emozioni: il pensiero della crudezza degli avvenimenti personali che il cantante porta davanti a tutti è quasi palpabile, come quando si emoziona nel ringraziare i presenti e la band, o quando presenta i brani a cui è più legato, come una delle più post-rock song del repertorio, “And She Would Darken the Memory”: non è possibile non empatizzare con la sua voglia di liberarsi dei tormenti interiori che negli ultimi anni lo hanno afflitto.
Il terzetto finale, dopo una trascinante “BACK TO FOURTEEN”, si chiude con “TV PEOPLE STILL THROWING TVS AT PEOPLE”, che è la buonanotte degna del gruppo scozzese che da troppo è mancato dai palchi e non vedeva l’ora di tornare a spiegare perché il dolore può essere qualcosa che aiuta a crescere e può trasformarsi in qualcosa di bello.
(Raffaele Concollato)

