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Tra ritorni inaspettati, nuove promesse e qualche conferma, questa settimana si muove tra leggerezza primaverile e derive più cupe.
7 – Elizabeth and the Catapult – “Responsible Friend”
La cantautrice newyorkese Elizabeth Ziman, attiva con il progetto Elizabeth and the Catapult dalla seconda metà degli anni 2000, torna dopo qualche anno di silenzio con il nuovo album “Responsible Friend”, uscito il 3 aprile.
Il singolo omonimo ne è il cuore più immediato: una traccia leggera e primaverile, attraversata da un ritmo vagamente jungle e da una melodia subito orecchiabile.
Sotto la superficie luminosa resta però una vena malinconica, che dà profondità a una scrittura apparentemente semplice.
6 – Dillinger Four – “Don’t Happy Be Worry”
Storica band punk di Minneapolis, attiva dagli anni ’90 e diventata negli anni un piccolo culto del melodic punk americano, i Dillinger Four non pubblicavano materiale inedito dal 2008.
“Don’t Happy Be Worry” segna un ritorno del tutto inaspettato: il primo nuovo brano dopo ben 18 anni, arrivato quasi a sorpresa ad aprile, mentre la band è in tour tra Giappone e Stati Uniti.
Il pezzo è esattamente quello che ci si aspetta da loro: veloce, diretto, con ritornelli immediati ma attraversato da una sottile tensione emotiva, tra ansia e disillusione contemporanea.
5 – Lifeguard – “Appetite”
Giovanissimo trio di Chicago, i Lifeguard si stanno facendo notare come una delle realtà più fresche della nuova scena indie/post-punk americana, cresciuti in pieno spirito DIY.
“Appetite” è tratto dal 7” “Ultra Violence / Appetite”, uscito a fine marzo: registrazioni essenziali, quasi casalinghe, che restituiscono un suono diretto e senza filtri.
Il pezzo è punk grezzo, dal sapore decisamente home made: voce ruvida e un po’ tirata, andamento nervoso e trattenuto, e una malinconia di fondo che affiora sotto la superficie sporca.
4 – Of Montreal – “When”
Guidati da Kevin Barnes, gli Of Montreal restano una delle realtà più longeve e imprevedibili dell’indie americano, sempre in bilico tra psichedelia, pop e derive più sghembe.
“When” anticipa “aethermead”, nuovo album in uscita a giugno.
Il singolo riflette bene anche la loro dimensione live: colori accesi, psichedelia e una pazzia festosa sempre sul punto di esplodere. Un brano nervoso ma immediato, che tiene insieme desiderio e instabilità — “I don’t know what I want” — lasciando tutto sospeso.
3 – Lambrini Girls – “Cult of Celebrity”
Duo punk di Brighton, le Lambrini Girls sono tra le realtà più esplosive della nuova scena UK, tra riot grrrl, garage e attitudine apertamente politica.
“Cult of Celebrity” segna il loro ritorno con un nuovo singolo, arrivato a distanza di un anno dal loro debutto e, per ora, non legato a un nuovo album annunciato.
Il brano è un attacco frontale alla cultura delle celebrità: ricchi, privilegiati e personaggi pubblici vengono messi alla berlina senza filtri, tra immagini provocatorie e sarcasmo feroce. Il tutto sostenuto da un suono sporco e aggressivo che trasforma la rabbia in qualcosa di immediato e fisico.
2 – Jack White – “G.O.D. And The Broken Ribs”
Figura centrale del rock degli ultimi vent’anni, Jack White continua a muoversi tra blues, garage e sperimentazione, mantenendo sempre un approccio istintivo e artigianale alla scrittura.
“G.O.D. And The Broken Ribs” è uno dei due nuovi singoli pubblicati a sorpresa il 3 aprile, i primi brani inediti dopo “No Name” del 2024, usciti anche in formato 7”.
Il pezzo vira verso un boogie nervoso, con echi glam anni ’70 alla T. Rex o Sweet nel lato più chitarristico. Tutto si regge su un riff stoppato, dritto e pieno di groove, che dà al brano una spinta fisica e immediata. Jack White, in queste sonorità, resta un maestro che difficilmente delude.
1 – Sunn O))) – “Does Anyone Hear Like Venom?”
Da quasi trent’anni il duo formato da Stephen O’Malley e Greg Anderson spinge i confini della musica heavy verso territori sempre più astratti, tra drone metal, derive post-rock e un suono cupo e dilatato.
“Does Anyone Hear Like Venom?” è uno dei brani del nuovo album omonimo “Sunn O)))”, uscito il 3 aprile per Sub Pop, il primo disco di inediti dopo diversi anni di silenzio.
Più che un brano è un’esperienza: masse di suono che si espandono e si contraggono, tra feedback e armonici, con momenti che possono ricordare certe intuizioni degli Earth o le atmosfere più estreme dei Fantômas. Un ascolto immersivo e fisico, dove il tempo si dilata fino a perdere significato.

