• NICK CAVE, From Her To Eternity (Mute, 1984/1988)

    Trasferitosi a Londra dall’Australia con il suo gruppo (i Birthday Party) per sfruttare l’elettrizzante atmosfera londinese di fine anni ’70, deluso da ciò che vi ha trovato (“troppi gruppetti che pensano che citare opere letterarie significhi avere cultura”) e trasferitosi di conseguenza nella più vitale Berlino, Nick Cave fa la conoscenza con un nuovo tipo…

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  • NICK CAVE AND THE BAD SEEDS, Murder Ballads (Mute, 1996)

    “Murder Ballads” è probabilmente il concept album più originale mai composto: se l’idea di concept album spesso è stata sfruttata per raccontare la storia di un personaggio (“Tommy” degli Who, “The Wall” dei Pink Floyd, “La buona novella” di Fabrizio De Andrè) la rilettura che ne dà Nick Cave – al suo ottavo lavoro solista…

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  • KATE BUSH, The Kick Inside (EMI, 1978)

    La storia del rock è costellata di ragazze cattive che scappano di casa, riot grrrrls che tracannano birra peggio di ultrà, bitches isteriche che dicono un sacco di parolacce. Una categoria è poco rappresentata: quella delle Alici, non in scatola, ma quella delle ragazzine sempre vestite a festa, un po’ petulanti, che vogliono tutta l’attenzione…

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  • JEFF BUCKLEY, Grace (Columbia, 1994)

    JEFF BUCKLEY, Grace (Columbia, 1994)

    “Grace” è l’unico, immortale capolavoro di Jeff Buckley: un album spirituale e sensuale che ridefinisce la musica degli anni ’90.

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  • THE BYRDS, Younger Than Yesterday (Columbia, 1967/1996)

    In una discografia così livellata verso l’alto come quella del gruppo americano, è assai difficoltoso stilare classifiche di merito tra un album e l’altro. Senza dubbio, “Younger than yesterday” fotografa uno dei punti più alti della loro illustrissima carriera. Pur avendo perso cammin facendo il carisma di Gene Clark ed attraversando un periodo di tremende…

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  • FRANCO BATTIATO, La Voce Del Padrone (EMI, 1981)

    Dopo gli esordi sperimentali – musica d’avanguardia, elettronica e canzonette miscelate insieme – Battiato si avvicina sempre di più ad una forma canzone classica, sia con “L’era del cinghiale bianco” che con il successivo “Patriots”. Ma è con “La voce del padrone” che raggiunge la consacrazione nazionale, risultando il primo disco italiano a superare il…

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  • CRW presents VERONIKA, Preciuos Life (12”, Media/Warner Bros, 2001)

    Crw è un nome oramai discretamente presente tra le produzioni italiane di spicco del panorama trance, grazie anche ai nomi di Bortolotti (deus ex machina della prestigiosa Media Records) e Picotto (vera superstar europea nonché tra i 10 top DJs in the world nel 2001), produttori della “crew” che comprende anche l’autrice e cantante Veronica…

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  • JOY DIVISION, Unknown Pleasures (Factory, 1979)

    Se c’è qualcosa che può essere preso a paradigma della purezza del dark, senza dubbio questo qualcosa è l’esordio dei Joy Division. Con il termine dark non ancora entrato nel gergo comune – si parla ancora di post-punk – e dopo aver cambiato nome (in precedenza il gruppo si chiamava Warsaw) i Joy Division irrompono…

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  • MOTORPSYCHO, Phanerothyme (Stickman Records, 2001)

    Gli avi vichinghi dei Motorpsycho sono diventati famosi per essere stati dei grandi viaggiatori e degli altrettanto grandi e temuti saccheggiatori. Pare proprio che i nostri contemporanei ragazzi di Trondheim (Norvegia) abbiano mutuato tali caratteristiche, adattandole ovviamente ad un mondo più civilizzato (almeno in apparenza). Viaggiatori dunque, perché sempre in tour, ovunque. E col tempo,…

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  • DREAM SYNDICATE, The Days Of Wine And Roses (Rhino, 1982/2001)

    Esiste una lunga serie di esordi che hanno segnato la storia della musica negli ultimi quarant’anni che parte dai Velvet Underground del celebre disco con la banana e dagli Stooges per arrivare fino ai Pavement di “Slanted and Enchanted”. “The days of wine and roses”, l’esordio dei Dream Syndicate, ha tutte le carte in regola…

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