• THE TELEVISION PERSONALITIES, My Dark Places (Domino / Self, 2006)

    Dan Tracey è sempre stato uno sgangherato apprendista artigiano. Non c’è un disco dei Television Personalities che suoni come un disco normale. Tra gli anni ’70 e gli anni ’80 il gruppo inglese era il primo a rivitalizzare quella particolare scena pop che in seguito ha racchiuso anche gli Smiths, gli Housemartins e i Wedding…

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  • ADEM, Love And Other Planets (Domino / Self, 2006)

    ADEM, Love And Other Planets (Domino / Self, 2006)

    Avevamo lasciato Adem nel suo brodo di “bella speranza” dell’indie-folk depresso da cameretta di “Love Songs”, disco che comunque faceva capire di essere davanti ad un autore che ci sapeva fare. Insomma, già con queste cose qui si va a nozze, se poi si dimostra una certa perizia e un certo talento, le cose non…

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  • ARCTIC MONKEYS, “Whatever People Say I Am, That’s What I’m Not” (Domino / Self, 2006)

    Freschezza. Questa parola mi risuona in testa sempre quando ascolto gli Arctic Monkeys. La freschezza potrebbe chiamare l’immaturità, sono un po’ i diversi lati della stessa medaglia come succede di solito negli album di debutto, in maniera quasi fisiologica se l’età dei componenti del gruppo si attesta sotto i vent’anni come in questo caso. Sarebbe…

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  • THE BEAUTIFUL NEW BORN CHILDREN, Hey People! (Domino / Self, 2006)

    La storia è questa: un gruppo di sboccati ragazzacci tedeschi manda una demo di 26 minuti circa alla Domino (etichetta che non accetta i demo) e se la ritrova pubblicata così com’è arrivata. Fine della storia. A volte i discografici hanno un cuore e sanno intravedere il talento nascosto nella pazzia. Ora non voglio dire…

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  • TEST ICICLES, For Screening Purpose Only (Domino / Self, 2006)

    Inizia con “Your Biggest Mistake” e mi ricorda gli Ikara Colt. Tiro alla Wire, un po’ di delirio gratuito e inusitata violenza art-punk. Stai a vedere che ‘sta volta… E invece no, si continua sul canovaccio del p-funk vagamente hardcore, ma si tenta di renderlo più bastardo e contaminato. Si prova a farlo deragliare su…

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  • BONNIE “PRINCE” BILLY & TORTOISE, The Brave And The Bold (Domino / Self, 2006)

    E’ prassi comune offendersi a morte quando un artista fa una cover brutta di una canzone dove hai lasciato il cuore. Come da copione, l’ascolto di questa “Thunder Road” è una fitta. Una bestemmia. Non ha nemmeno senso parlare di sacrilegio o di provocazione. E’ brutta e basta. Privata della sua intensità e riempita degli…

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  • FRANZ FERDINAND, You Could Have It So Much Better (Domino / Self, 2005)

    Chiunque bazzichi il mondo del rock da più di un mese conosce il logoro rituale del “secondo album”: una band che grazie al lavoro d’esordio si merita l’appellativo di “rivelazione dell’anno” viene poi attesa al varco dagli stessi che l’avevano incensata, per scorgere il minimo segno di cedimento, il più flebile calo di ispirazione nella…

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  • ORANGE JUICE, Glasgow School (Domino, 2005)

    Quando gli Orange Juice iniziarono la loro breve avventura sul finire degli anni settanta, era difficile prevedere che la Scozia avrebbe prodotto alcune delle pagine migliori del rock degli anni seguenti. Eppure negli ultimi vent’anni è da lì che sono arrivati Jesus and Mary Chain e My Bloody Valentine, Pastels e Teenage Fan Club, Belle…

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  • SONS AND DAUGHTERS, The Repulsion Box (Domino / Self, 2005)

    Da qualche parte nel mondo, Gordon Gano starà ridendo di gusto. Del resto, chi se li filava i Violent Femmes? E soprattutto, chi l’avrebbe detto che a distanza di una ventina d’anni sarebbero diventati i numi tutelari di un monte di musicisti tra cui un improbabile gruppo di scozzesi edito nientemeno che da Domino, una…

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  • FOUR TET, Everything Ecstatic (Domino / Self, 2005)

    E’ una intensa cavalcata lungo le molteplici direttici dell’elettronica “Everything Ecstatic”, il quarto e ultimo lavoro di Kieran Hebden – alias Four Tet – e non poteva essere altrimenti. Variando, sperimentando, aumentando il grado di mezzi espressivi che vengono ad interagire con le macchine, per non essere più etichettato solo come membro della scena folktronica.…

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Se potessi ripercorrere in un attimo, nuotando controcorrente, le rapide di questo fiume oramai giunto al suo estuario, nella estrema fissità di questo mio prossimo viaggio nella noia orizzontale, sceglierei gli anni in cui la volta celeste non era altro che un enorme lenzuolo fatto a cielo e la luna una palla polverosa gettata nel vuoto e catturata con le unghie dall’egoismo del pianeta Terra. E noi, bimbi, cadevamo con essa per sempre, aggrappati in un infinto sprofondo gli uni agli altri, grazie a un gomitolo di lana nera. I grandi dimenticarono in fretta di avere un mondo con certe stelle enormi, sopra il capo, da osservare, mentre noi sacrificavamo la nostra noia migliore per costruire ponti sospesi nello spazio che ci allacciassero a un’agognata luna. La dipingemmo butterata e funesta, con maremoti sulla superficie di un ponto che non era mai tranquillo, ma tutta una schiuma fremente di gorghi e mostri marini. Nuovi esseri di ordinaria malinconia calpestavano un tappeto soffice come zucchero filato sparso su una teglia, in cui si radicavano piante cresciute dolci come torroni. Altre volte immaginammo un balzo da gigante come in mongolfiera, le tante mongolfiere tipiche di una domenica d’estate, un balzo che ci consentisse di fuggire all’avarizia terrestre e alle sue costrizioni. In anni in cui razzi enormi arrugginivano in volo, pensammo a uno sgangherato proiettile cavo sparato negli occhi della luna come nei film dei Meliès, in cui potessimo accovacciarci per il viaggio, assieme ai nostri migliori amici. Ma poi venne il tempo di un leggero disincanto, e, anche sognando a occhi aperti, non potevamo far altro che immaginarci tute e scafandri e missili scagliati a violentare qualche nuovo cielo. E poi, al ritorno, schivare incredibili uragani e tempeste, per posarci placidamente in un mare che ci accogliesse come un telo. Eravamo certo molto giovani e molto felici e pensavamo, con rabbia, di non dover invecchiare mai. (Matteo Marconi) Le puntate precedenti Back To The Future Vol. 9 - Stuart Adamson morì nel 2001 e nessuno ne parla più Back To The Future Vol. 8 - I Vines e il Verona dell'84-'85 Back To The Future Vol. 7 – “I figli degli operai, i figli dei bottegai!” Back To The Future Vol. 6 - Ekatarina Velika (EKV) Back To The Future Vol. 5 - Gli Air sul pianeta Vega Back To The Future Vol. 4 – “Stay” e gli angeli degli U2 Back To The Future Vol.3 - La lettera dei R.E.M. e di Thom Yorke Back To The Future Vol. 2 – Massimo rispetto per i metallari (1987-89) Back To The Future vol. 1 – L’estate di Napster 14 settembre 2010